‘Mamma, che significa luongu a matula?’

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‘Mamma, che significa luongu a matula?’

Lo sapete come ci si sente?

Spaventati.

Perché ‘luongu a matula’ non è un’espressione che fa paura, ma quando è tuo figlio che viene a chiederti cosa voglia dire e ha le guance rosse è perché ha capito.

Ha capito che qualcuno lo ha appena offeso.

‘Luongu a matula’ significa ‘alto inutilmente’.

Un’offesa alquanto stupida, come tutte quelle atte a bullizzare.

Ma un bambino che deve ancora compiere 8 anni cosa ne capisce?

Sono passati quasi due anni da quando è successo, da quando ancora prima di spiegare a Simone il significato dell’offesa ricevuta, gli ho chiesto ‘chi te lo ha detto?’

Un mio compagno.

Non fa nomi.

Perché è suo amico e lui è sicurissimo che il suo amico non lo offenderebbe mai.

Ma Simone, anche oggi che ha quasi 10 anni, è bravo a scuola ed è molto alto per la sua età, quindi prenderlo in giro non è facile, di più.

Prendi un ragazzino che ha già i peli al pube ma cerca l’orsacchiotto quando si sente solo, mettilo in mano al mondo e prega.

Prega che il mondo sia gentile con lui.

Come tu hai insegnato a lui a essere gentile con il mondo.

‘Non arrabbiarti subito, sii gentile. Non allontanare chi non ti somiglia, impara. Non usare la violenza, mai.’

E giustamente quel bambino torna a casa e ti chiede ma soprattutto SI CHIEDE: perché?

E quando questi episodi si ripetono cerchi di parlare con i genitori dell’altro bambino e ti dicono ‘sono bambini.’

No.

Anche mio figlio è un bambino e vorrei capire perché lui deve sapere stare al mondo e tuo figlio no.

Secchiona 

Cicciona 

Cesso 

Ho avuto anche io la mia bella scorta, ma alzi la mano chi non ha mai sentito certe parole.

Io me ne sono sempre fregata, credevo di farlo, perché oggi, spesso, mi sento secchiona, cicciona e un cesso.

Lo sono o non lo sono?

Che importa?

L’ho pensato.

Chi mi segue sa che uso i social in modo improprio.

Sono stata segnalata e censurata per ciò che ho scritto e per la foto di una bella donna nuda.

Ma non mi interessa e questo non è coraggio.

Il coraggio lo devo conservare per quando, di nuovo, mio figlio tornerà a chiedermi cosa significhino certi appellativi, visto che è un ragazzino che la società ha già etichettato 
‘È sensibile, poverino.’

Non ho un figlio migliore di altri, anzi, ho un bambino normalissimo, per molti versi ancora immaturo per colpa mia che gli ho trasmesso ansie e paure.

Non racconto la mia storia per impietosire nessuno, perché ahimè fuori da qui è tutto molto molto peggio.

Ma se fa risonanza ogni singola esperienza, io non voglio nascondermi.

In quanto genitori, abbiamo onori ed oneri.

Di questi ultimi dobbiamo preoccuparci seriamente.

È nostro dovere OGNI GIORNO ricordare ai nostri figli di praticare la gentilezza.

Un monito per me in primis che tendo a dire ‘dopo te lo spiego’.

No.

Te lo spiego adesso io perché sono qui, dopo arriva papà e ti spiega anche lui.

Non c’è più tempo per rimandare.

Perché sia sempre in onore di qualcuno, mai in memoria.

Verdiana Rigoglioso

Made in Palermo, mamma, moglie, lavoratrice, laureata ed autrice del libro “Senza Etichette”.

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