I 6/7 anni e l’ingresso alla scuola elementare

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Il periodo compreso tra i 6 e i 12 anni viene definito “periodo di latenza” perché in questa fase l’interesse del bambino per quanto riguarda le percezioni e le funzioni fisiche proprie e dei genitori inizia ad affievolirsi, lasciando spazio ad una crescente attività intellettuale e fisica.

In questa fase il bambino infatti rivolge le proprie energie alla scoperta del mondo esterno e al suo posto in essa. Inizia la scuola elementare, le relazioni con i compagni e gli insegnanti e molto spesso inizia anche un’attività sportiva.

Si assiste ad uno spostamento degli interessi del bambino dalla famiglia all’ambiente scolastico e dei pari.  

E la tensione derivante dallo sforzo di mantenere il passo con i compagni e con i nuovi insegnanti rende le sue giornate impegnative e molto faticose.

L’INTELLIGENZA

La molteplicità di fattori che possono contribuire a determinare la velocità e la direzione dello sviluppo intellettuale di un bambino rende particolarmente complessa l’analisi della natura dell’intelligenza. 

Non volendo assolutamente entrare nell’argomento in modo puramente scientifico, possiamo dire che entro certi limiti l’intelligenza è ereditaria, e su questo punto, fortunatamente, i genitori non hanno alcuna possibilità di controllo; tuttavia c’è ampio accordo sul fatto che le componenti emotivo/ affettive e le esperienze della prima infanzia hanno un ruolo significativo nella capacità del bambino di sviluppare la propria intelligenza attraverso l’apprendimento.

È normale quindi che all’interno di una stessa famiglia, il figlio minore, all’età di sei anni, si mostri più brillante e sveglio di quanto non lo fosse il fratello maggiore alla stessa età.

Alcune volte si è tentati di presupporre che un bambino vivace, estroverso e comunicativo sia più intelligente di un altro con un temperamento tranquillo e riservato, ma può essere vero anche il contrario.

Effettivamente esistono differenze reali nelle capacità e nelle attitudini dei bambini ed è importante che vengano riconosciute e accettate dai genitori e dai figli. 

Nel settimo anno di età il bambino matura e arricchisce la propria esperienza del mondo che lo circonda e mostra di avere acquisito un gran numero di capacità intellettive, però è importante che i genitori siano in grado di capire le differenze percettive tra un bambino e un adulto perché ciò consentirà loro di avere delle aspettative realistiche nei confronti del figlio evitando di angosciarlo con pretese che lui non è in grado di soddisfare. Quando i genitori si innervosiscono o diventano eccessivamente ansiosi danno “voce” alle proprie rivalità irrisolte o alle proprie aspettative di avere un figlio più ”intelligente”.

Ricordiamoci sempre che un bambino che ha la sensazione di essere giudicato uno stupido ogni volta che commette un errore, o quando fa fatica a capire qualcosa, sarà sempre meno stimolato ad affrontare nuovi compiti e nuovi problemi o a cercare un modo per risolverli. 

In questa fase della vita il bambino, pur facendo continue richieste di indipendenza rimane comunque molto legato a loro ed è estremamente sensibile alle loro reazioni di fronte ai suoi tentativi di imparare e di avventurarsi nel mondo esterno. Per queste ragioni è  importante la presenza costante, paziente e incoraggiante dei genitori, che rafforzerà nel bambino la capacità di essere in futuro paziente e perseverante.

Ovviamente sappiamo tutti che mantenere la pazienza quando si fanno fare i compiti ad un bambino di sei anni non è cosa semplice. Per questo è meglio non incaponirsi e non ostinarsi , ma rendersi conto dei propri limiti come genitori perché è meglio un rimprovero della maestra che settimane di pomeriggi da incubo.

IMPORTANTE!!!!!!

In questi giorni è in corso la campagna solidale #Palermo per ABIO Palermo, una raccolta fondi per ABIO Palermo, una realtà molto importante per la nostra comunità perché garantisce il diritto al gioco dei bambini in un ambiente ostile come l’ospedale.

I volontari di ABIO Palermo sono presenti all’Ospedale dei Bambini con una ludoteca e in corsia di chirurgia pediatrica al Policlinico (purtroppo solo un giorno a settimana).

È importante investire nella formazione di nuovi volontari per evitare che accada quanto già successo negli ambulatori pediatrici del Cervello, ABIO Palermo non riesce più a garantire la sua presenza per mancanza di personale.

Purtroppo l’anno scorso, nella giornata nazionale ABIO, sono stati raccolti soltanto 35 contributi..in un’intera giornata…con stand accanto H&M, Via Ruggero Settimo.

Palermo Kids blog crede che questi numeri non siano accettabili, non quando si parla di bambini che stanno attraversando un momento difficile come la permanenza in ospedale e la malattia.

Non possiamo girarci dall’altra parte semplicemente perché non è nostro figlio che ne ha bisogno, non è così che ragiona una comunità. Si deve essere uniti nel far fronte a queste tematiche ed io sono sicura che Palermo è così!

Basta anche 1 euro lasciato nei punti di raccolta, una locandina appesa o inoltrata nelle chat di classe (che potete scaricare qui) o un passaparola per dare il proprio contributo!

Tante mamme si sono attivate, dai anche tu il tuo contributo!

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