“Ci sarà qualcosa di più importante di me…”

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Non ce la faccio più, mio figlio non mi lascia un attimo in pace!

A quanti di voi è capitata questa situazione? 

A me capita questo:Dottoressa papà non gioca mai con me, lavora tutto il giorno e quando è a casa dorme” oppure “Dottoressa sai, sono triste, la mamma non mi ascolta quando le parlo!“.

Avete ragione entrambi, ma è l’idea e l’importanza del tempo che ha un bambino e un genitore che SONO diversE! 

Un bambino se riceve tempo dà tempo.

Come tutte le cose deve imparare e da chi? Da chi fin ora gli ha insegnato come ci si comporta a tavola, come si cammina e quanto tempo passare davanti ai videogiochi.

Voi potreste dirmi: ma io sto con lui, giochiamo, guardiamo la TV. Bene, come lo fate? Cosa condividete con lui? Sicuramente lo spazio, state lì, nella stessa stanza indubbiamente. Ma come state insieme?

Nel momento in cui nostro figlio ci invita a giocare e decidiamo di stare con lui ma abbiamo un cellulare in mano, cosa gli stiamo comunicando?

Quello che potrebbe succedere nel tempo è che nostro figlio non ci risponderà più quando lo chiameremo per raggiungerci a tavola, altro caso, mentre farà i compiti giocherà con il cellulare, oppure, come spesso succede nelle famiglie che si riuniscono a condividere un film o 4 chiacchiere, i più piccoli si isoleranno con il telefono.

Un giorno, in studio, mamma e figlio hanno avuto la possibilità di confrontarsi. 

Mamma: Mio figlio non mi ascolta mai, è sempre per i fatti suoi, nella sua stanza chissà che ha di così importante da fare che passa tutto il giorno lì!”

Figlio: “Parlo delle mie cose con i miei amici”

Mamma: “E perché non ne parli anche con me?”

Figlio: “Perché tu non mi ascolti, anche se ti parlo hai la testa da un’altra parte. Ci sarà qualcosa di più importante di me..”

 È ormai comune ritrovarsi insieme ma distratti dai pensieri del lavoro, o dalle responsabilità familiari, o da quelli personali. Spesso ci ritroviamo davanti al cellulare, distratti e confusi, ma siamo lì con nostro figlio, che ci chiede ‘”qualità del tempo”.  

Cosa vuol dire “qualità del tempo”?

Vuol dire mettere off in quel momento, potranno essere anche pochi minuti di gioco o di attività con vostro figlio, ma saranno quelli più belli e intensi, che faranno bene a voi e a lui. 

È come tutti gli impegni giornalieri che abbiamo in agenda, ma questo è il più bello di tutti! Quale gioia e quanta tenerezza può esserci nell’attendere e nel trascorrere del tempo con nostro figlio totalmente distratti da lui e non dal resto delle cose.

Sappiate bene che vostro figlio riconosce l’espressione del vostro viso, le emozioni del momento e se siete realmente interessati a lui o condividete esclusivamente uno spazio comune. Per non parlare dell’evidenza di avere fra le mani uno smartphone e fargli credere che siamo interessati! 

Cosa può succedere di peggio? 

Che ci facciamo richiamare ripetutamente da nostro figlio per giocare con lui. 

Marco aspetta un attimo, arrivo!” Sono già passati nel frattempo mezz’ore. ” Ti ho detto che sto arrivando!” E nel frattempo Marco combina guai, grida, fa male alla sorellina, gesticola, si innervosisce. Ma sicuramente vi sarete innervositi anche voi tesi da una parte dal vostro bisogno di “staccare” – magari giocando al cellulare – e dall’altra dal comportamento di vostro figlio. 

Basterebbe soltanto scandire dei tempi familiari che rispettino l’individualità di ognuno e altri che contemplino la presenza di tutti! Quando questo non avviene succede che i bambini non trovano una spiegazione e si generano sensi di colpa e sconforto. 

“Sicuramente c’è qualcosa di più importante di me” questo ha pensato Marco di sua madre nel non vedersi accolto nei suoi interessi.  

Basterebbe poco. Iniziamo dal buongiorno e dalla buona notte ogni giorno, sempre. Il passo successivo è chiedere come stai? Giornalmente. Solo così nostro figlio avrà occasione di esporsi e di condividere, sin da piccolo.

Non dimentichiamoci che i genitori sono i primi insegnanti!

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