Delegare per stare meglio: come riuscirci

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A volte non te ne rendi neanche conto, accade e basta. 

Ti svegli la mattina, prepari i bambini, li porti a scuola, vai a lavoro oppure vai a sistemare casa, li vai a riprendere, poi li porti al parco, a fare sport, dagli amici, tornate a casa, doccia, cena, favola della buonanotte ed è così che ricomincia un altro giorno. E poi arriva il weekend, è il momento che anche il papà è presente, e hai piacere a stare tutti insieme. Ma il papà ha lavorato tutta la settimana, è stanco ed ha meno spirito di sacrificio della mamma e così sei ancora tu che ti occupi di gran parte delle cose.

Magari vorresti lasciare i bambini dai nonni, ma vedi cose che non ti vanno a genio e ti passa la voglia oppure pensi che per spiegare tutte le abitudini dei piccoli ci vuole così tanto tempo che fai prima a fare da sola.

Forse è semplicemente che vuoi farcela con le tue forze, dimostrare a te stessa che puoi farcela.

E così tiri fuori energie, ti aggrappi anche a quelle che non ci sono.

Ma la verità è che sei stanca, sei esaurita e a volte non riesci proprio a dare niente ai tuoi figli. 

Quei momenti in cui guardi il telefono perchè vuoi solo staccare il cervello, tuo figlio ti chiede di giocare e tu ci vai a giocare, ma sei assente e se ti guardi da fuori è come se fossi una tonalità di grigio.

Nel lavoro si dice che un vero leader deve essere capace a delegare e forse anche una mamma dovrebbe farlo. 

Ma come? Migliorando l’organizzazione e la comunicazione. E in questo ci aiuterà la psicologa Dott.ssa Sharon Lauricella.

Sharon, qual è la prima persona a cui bisogna delegare?

Il papà!

La famiglia è una squadra vincente solo se lavora in armonia e equilibrio, una squadra in cui tutti si impegnano e contribuiscono.

Capito mamma? Sei in una squadra, non devi giocare da solista. 

Cosa delegare al papà? Qualsiasi cosa. Dovete diventare intercambiabili, in modo da organizzarvi con flessibilità nei compiti da portare a termine.

Il papà dice “Mamma oggi è nervosa!”, la mamma risponde “No, oggi mamma è stanca!”. Che ne pensi di questo dialogo?

La mamma è stanca ma appare nervosa agli occhi di papà. È arrivato il momento di condividere con lui come ci sentiamo e di cosa è fatta la nostra stanchezza.

Spesso non ci si accorge della moltitudine di cose che effettivamente fa la propria moglie, magari sa che fa tante cose ma quanto tempo, energia e fatica ci mette no. Ecco perché diventa fondamentale riconoscere e riconoscersi che non si può fare tutto da soli.

Quante volte sarà capitato, spero, che invertendo i ruoli ” io mamma oggi lavoro soltanto e tu papà ti occupi di tutto il resto” , a fine giornata, tirando le somme, ci sentiamo dire ” ma come fai a fare tutto!”.

Ecco, è l’occasione per comprendere che i compiti vanno divisi fra entrambi i genitori, che la stanchezza di un giorno va moltiplicata per ogni giorno dell’anno e dalla stanchezza al nervosismo è un attimo. Si mamma è nervosa perché è senza energia e non riesce a fare tutto, mi aiuti oggi per favore?!

Esistono delle strategie organizzative mamma – papà vincenti?

L’organizzazione vincente è la condivisione e l’equilibrio familiare. Di certo possiamo puntare sulle capacità di ciascuno dei genitori. Per esempio se mamma è brava e paziente nell’organizzazione dei bambini tra scuola e attività, il papà potrebbe fare la spesa finendo da lavoro.

Se la mamma ha portato al parco i bambini, papà rientrando da lavoro potrebbe cominciare a preparare la cena.o se papà è un bravo intrattenitore può giocare con i bambini nel frattempo mamma si occupa delle faccende domestiche o fa la spesa. 

Non esistono le differenze di ruolo tra maschio e femmina, pertanto , riconoscendo che una sola persona non può fare tutto, prendete carta e penna e stilate una lista di faccende da fare e distribuitele tra voi due

Qual è il modo gentile ma efficace per comunicare con i nonni? 

I nonni hanno un ruolo importante nella vita di un bambino, non solo per il legame ma ancor di più nell’assumersi la responsabilità di crescere un nipote, insieme ai suoi genitori, nel migliore dei modi. Come? Supportandoli.

Non riguarda solo l’aspetto economico quando possibile, ma stiamo parlando di alleggerire la routine quotidiana di due genitori che si trovano a gestire mille cose. Lo sapranno bene loro che sono stati già Genitori! 

Come chiedere aiuto ai nonni? Riconoscendo anche in questo caso che non si può fare tutto da soli. Chiedere di tenere i bambini quando magari non c’è scuola, o chiedere di portarli a fare una passeggiata o accompagnarli ad una festa di compleanno, sicuramente non ti faranno un genitore meno bravo se deleghiamo. ” Oggi potresti tenere Mattia , per qualche ora? Ho un impegno di lavoro”; ma va anche detto che si può delegare ai nonni anche quando si ha bisogno di staccare la spina e avere una mattina/pomeriggio tutta per sé ” mi sento proprio stanca per ora, potresti tenermi la piccola per qualche ora oggi!? Ho bisogno proprio di staccare un attimo…”. La parola segreta da utilizzare è “sono stanca, ho bisogno di ricaricarmi un attimo”. I nonni, come detto poco fa, sono stati Genitori, chi meglio di loro può comprende la fatica di crescere un bambino!

La difficoltà di delegare ai nonni sta nel chiedere di fare rispettare le stesse regole che abbiamo a casa. I nonni si sa, sono coloro che viziano i nipoti e concedono sfizi e divertimento senza misura. Ma quanto è importante che facciano rispettare invece le regole che i genitori danno a casa? È molto importante perché così si danno indicazioni chiare al bambino su ciò che va rispettato e come ci si comporta. Ciò non vuol dire che i nonni devono privarsi di accontentare i nipoti, ma soltanto di non ” screditare” il lavoro fatto dal genitori!! 

Come dire quindi ai nonni di tenersi il nipote senza essere pesante nel dettare le nostre regole di casa ma allo stesso tempo volere che il bambino li rispetta anche quando è dai nonni? Non è semplice, tutto dipende dal rapporto che si ha e dal tipo di comunicazione che si usa. Dire per esempio ” se ti tieni tuo nipote mi raccomando non fargli mangiare schifezze!” non otteniamo niente piuttosto dire ” Mattia sarebbe contento di passare del tempo con te, ti chiedo di fargli mangiare soltanto una merendina/cioccolato o altro, altrimenti tornando a casa si lamenterà di aver mal di pancia e sai quanto può diventare insopportabile!!!!” 

“È più facile costruire bambini forti che riparare uomini rotti!” Psicoterapeuta in f. ad orientamento sistemico familiare specializzata in disturbi del comportamento, dsa e bes. Operatore ABA e perito psicologo ( CTU e CTP), operatore di Pronto soccorso psicologico. Lavoro sul territorio di Palermo. 

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