HPV

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L’HPV (Human Papilloma Virus) costituisce una famiglia composta da oltre cento varietà diverse di virus. Tra questi è possibile distinguere quelli ad alto potere oncogeno (16,18, …), responsabili principalmente della comparsa del tumore del collo dell’utero, e quelli a basso potere oncogeno (6,11 …) che causano invece lesioni benigne, come le verruche che colpiscono la cute (di mani e piedi o viso) e i condilomi che interessano le mucose genitali e orali.

La trasmissione del papilloma virus avviene quasi esclusivamente per via sessuale. Solo nel 5% dei casi la trasmissione avviene per contatto non sessuale: in luoghi di promiscuità quali piscine, palestre, bagni pubblici, spiagge oppure mediante asciugamani o indumenti che siano venuti a contatto con persone infette. Utile pertanto l’utilizzo di effetti intimi personali, disinfezione del bidet, della tazza, della doccia e del bagno dopo ogni utilizzo con ad esempio lisoformio o candeggina. La biancheria intima, gli asciugamani e gli indumenti vanno lavati ad alte temperature.

Il rischio d’infezione da virus HPV cresce rapidamente con l’aumentare dei partner sessuali. Solo una piccola percentuale di donne con l’infezione da papilloma virus manifesterà il tumore del collo dell’utero; proprio perché il tempo che intercorre dall’infezione alla comparsa del tumore (almeno un decennio) è abbastanza lungo, se la paziente si sottopone ai normali controlli ginecologici (PAP TEST) è possibile individuare le eventuali lesioni precancerose e trattarle in modo da evitare la progressione in tumore. La maggior parte delle infezioni da virus HPV sono asintomatiche, la persona infetta non sa di essere contagiosa. 

I fattori di rischio considerati più rilevanti sono la giovane età, il numero dei partner sessuali e la frequenza dei rapporti. Fattori secondari legati soprattutto al tumore del collo dell’utero sono rappresentati dal fumo di sigaretta, uso prolungato di contraccettivi orali, abuso di alcol e droghe. Sono più a rischio tutti i soggetti con sistema immunitario compromesso.

La prevenzione primaria avviene mediante la vaccinazione e costituisce oggi la via più efficace e sicura per combattere il rischio di infezione da HPV.

Il vaccino contro il virus HPV contiene delle proteine virali. La vaccinazione prevede due dosi (0, 4-6 mesi) se avviene prima del 15 compleanno. In seguito sono necessarie tre dosi (0, 1-2, 4-6 mesi).

La vaccinazione è raccomandata a tutte le adolescenti tra gli 11 e i 14 anni (prima del 15° compleanno) che non sono ancora state vaccinate.

Il recupero della vaccinazione di base è raccomandato per tutte le giovani dai 15 ai 19 anni (prima del 20° compleanno) che non sono state ancora vaccinate (tre dosi). Dal 2017 la vaccinazione contro il papilloma virus è raccomandata anche ai ragazzi, dato che protegge non solo dal carcinoma del collo dell’utero, ma anche da lesioni benigne come i condilomi genitali e da altri tipi di cancro ai quali alcuni tipi di HPV sono associati: tumori dell’area ano genitale, come quelli del pene e dell’ano, e tumori del cavo orale, come quelli dell’orofaringe.

Ormai da due anni è disponibile in Italia il nuovo vaccino nonavalente, che previene l’infezione da nove tipi di virus (HPV 6,11,16,18,31,33,45,52,58), mentre il precedente ne comprendeva solo 4 ( HPV 6,11,16,18).

Caro genitore insegna a tuo figlio a far prevenzione sin da giovane: adottare stili di vita sani e responsabili e sottoporsi a controlli periodici, soprattutto da quando si comincia ad avere una vita sessuale attiva, sono le armi migliori per difendere la propria salute.

Dott.ssa Rosaria Debora Vitello

Medico specialista in ostetricia e ginecologia

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