Pipì a letto, è una malattia?

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Fare la pipì a letto o enuresi è un problema di cui soffrono un milione e duecentomila bambini e adolescenti tra i 5 i 14 anni. Un disturbo sommerso che spesso non viene riferito al pediatra nella convinzione che passi da solo ma che, in realtà, può incidere sulla qualità della vita anche futura.

L’enuresi è dovuta a poliuria notturna (abbondante produzione di urina durante la notte) che si accompagna a difficoltà di risveglio notturno e che, a volte, si accompagna anche a ridotta capacità vescicale.
La pipì a letto si verifica soprattutto nei maschi, nel 10% dei bambini di 6 anni, nel 2% dei bambini di 15 anni e nell’1% degli adulti!

La risoluzione spontanea è possibile, ma se ci sono sintomi diurni (durante il giorno si urina molto spesso) e c’è “urgenza minzionale” cioè non si riesce a trattenere la pipì e il disturbo notturno non tende a risolversi con il passare del tempo, è conveniente rivolgersi al pediatra per affrontare il problema.
Per “monitorizzare le minzioni” e quindi tenere sotto controllo i disturbi urinari, è utile, per alcuni giorni, la compilazione del diario dei sintomi minzionali sia diurni che notturni.

I rimedi terapeutici sono efficaci e comprendono: i consigli comportamentali; la terapia delle comorbidità (malattie associate) come la stitichezza, che vanno affrontate e risolte prima dell’enuresi; infine la terapia mirata per correggere la poliuria notturna e la ridotta capacità vescicale o l’incontinenza diurna.

Contrariamente a quanto molti pensano l’enuresi (tranne che in pochi casi di enuresi secondaria) non è provocata da disturbi psicologici, ma può provocare, a sua volta, disturbi psicologici (a volte devastanti) in quanto riduce l’autostima, provoca distorsione dell’immagine corporea e peggioramento delle relazioni sociali.

Desidero soffermarmi in particolare su questo aspetto e cioè sulla sofferenza psichica degli adolescenti con enuresi, che comunicano in queste poche righe, con sincerità e durezza, il loro stato d’animo (Ogni frase è accompagnata da un disegno del ragazzo/a, che in questo testo non viene riportato):

Sara 13 anni ….”Tu non puoi capire come mi sento. Ho una mamma perfetta. Bella, proprio bella, sai, ed elegante. Tutti le fanno i complimenti. Lei vorrebbe che fossi come lei, linda e pulita senza macchie. E invece sembra che io lo faccia apposta. Quasi ogni mattina il letto è bagnata da quella orrenda macchia…

Giovanna 12 anni….”Il mio problema? Un puzzle che non si riesce a costruire più. Talvolta non si trovano i pezzi per finire un puzzle e poi, pulendo, li ritrovi per casa. Anche l’enuresi è un caso che magari si può guarire…

Alberto 16 anni ….”Come mi sento? Uno zero, ecco come mi sento. Sedici anni e bagno ancora il letto. Certe mattine mi faccio proprio schifo. Mi prende un senso di sconforto, di malinconia, che mi butterei dalla finestra. Questa per me è una tragedia…”

Marcello 13 anni…”Quando piove non posso giocare: e quando faccio la pipì a letto mio padre mi sgrida perché dice che ormai sono grande e per punizione non mi lascia andare a giocare a pallone. Quando piove mi viene sempre in mente che sto punito…..”

Davide 11 anni…”Mi sono disegnato con due zone nere: quella in basso è perché me la faccio addosso. Ma il peggio è quella che copre il viso: l’ho fatto nero, perché, da quando ho bagnato il letto in gita scolastica, con i miei amici ho perso la faccia.”

Lorenzo 14 anni….”Cosa direste se vostro figlio, di 14 anni, si rappresentasse così? Con un corpo negato, cancellato da quell’enorme pannolone che lo trasforma in un pupazzo asessuato?…”

Quello che descrivono questi adolescenti si commenta da sé e da queste frasi traspare il bisogno di aiuto, spesso inascoltato, di guarire dall’enuresi il più presto possibile, senza aspettare la guarigione spontanea.
Solo la risoluzione dell’enuresi è in grado di cambiare radicalmente la qualità della vita di questi ragazzi, ripristinando il normale percorso di sviluppo psico-fisico.

Dott. Matteo Noto
Pediatra
Presidente ABIO Palermo

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