Convulsioni febbrili: cosa sono e cosa fare

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La convulsione febbrile è dovuta alla propagazione dello stimolo nervoso nella corteccia cerebrale in modo non coordinato, paragonabile ad una “tempesta dell’attività bioelettrica”. Ciò dà origine ad un evento critico, parossistico, generalizzato, apparentemente minaccioso per la vita.

1 bambino su 30, con febbre elevata superiore a 38°C, geneticamente predisposto (familiarità), farà la convulsione febbrile ad una età compresa tra 1 e 5 anni, con un picco di frequenza tra 18 e 24 mesi. Le convulsioni sono più frequenti nei maschietti. 

Sotto l’anno di età le cellule del cervello sono ancora immature e difficilmente sono in condizioni di propagare l’impulso nervoso tra un’area e l’altra del cervello, mentre oltre i 5 anni le cellule sono così sviluppate da bloccare il propagarsi dello stimolo nervoso della convulsione.

Per questo motivo la convulsione febbrile “tipica”, si verifica tra 1 e 5 anni, è generalizzata, dura in genere 2-3 minuti (non supera i 15 minuti), non si ripete nell’arco delle 24 ore e si associa a perdita di coscienza.

Questo tipo di convulsioni dette “semplici” sono le più frequenti, non presentano complicanze e non sono pericolose per la vita né per la salute del bambino e non vi è alcuna controindicazione alle vaccinazioni.

La convulsione febbrile si può ripresentare.

Cosa fare durante una convulsione

​Durante la convulsione: 

a) occorre mantenere la calma;

b) slacciare gli abiti del bambino, appoggiarlo in una superficie morbida;

c) metterlo in decubito laterale per evitare di inalare vomito o saliva; 

d) non aprire forzatamente la bocca o mettere oggetti metallici in bocca;

e) osservare la crisi e descrivere i particolari.

Se la convulsione non termina spontaneamente dopo 2-3 minuti è opportuno eseguire terapia con Diazepan, cioè somministrare Micropan in soluzione per via rettale alla dose di 5 mg se il bambino ha meno di 3 anni o alla dose di 10 mg se maggiore di 3 anni.

Convulsioni complesse

Raramente le convulsioni febbrili possono essere “complesse” e cioè possono presentare sintomi “atipici” quali: 

a) convulsioni febbrili sotto l’anno di età o sopra i 5 anni;

b) durata della convulsione oltre i 15 minuti;

c) convulsioni parziali, emilato, e non generalizzate; 

d) convulsione ripetuta nell’arco delle 24 ore. 

In questi casi occorre rivolgersi al medico o il ricovero ospedaliero, eseguire esami strumentali e di laboratorio per definire meglio la diagnosi e la terapia.

Conclusioni

In conclusione, le convulsioni febbrili sono convulsioni benigne, non vanno incontro a complicanze, non sono responsabili di ritardo mentale né di altri danni neurologici, non necessitano di ricovero ma soltanto di osservazione breve per essere certi della diagnosi. 

Non è raccomandata la terapia antipiretica precoce o preventiva perché i farmaci antifebbrili non prevengono le convulsioni febbrili, quindi non è corretto il trattamento con antipiretico nel corso di febbre elevata con lo scopo di prevenire la convulsione.

I bambini che hanno avuto una convulsione febbrile vanno trattati, durante l’episodio febbrile, come i bambini che non hanno mai avuto convulsioni febbrili, pertanto, per rispondere alla domanda “E’ giustificata la paura per le convulsioni febbrili?”, non è giustificata la paura per la convulsione febbrile.