Litigi. Mamma non mi difendi

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Una mamma

Io non sono mai intervenuta e non intervengo mai…però alla fine a pagare le conseguenze è sempre mia figlia, perché intervengono altri ovviamente a tirare acqua al proprio mulino e a puntare il dito contro gli altri bambini…diseducativo al massimo… e la mia bimba interpreta la cosa come una mancata difesa da parte mia… motivo per cui, dopo che tante volte mi ha detto “tu non mi difendi mai” ho tirato le mie somme , si è deciso di cambiare aria e si cerca stavolta di essere più fortunate.

Cara mamma,

ciò che scrivi ha del vero, molto spesso dimentichiamo di essere noi genitori i primi esempi di condotta per i nostri figli, e interporsi o parteggiare non fa parte del buon esempio proprio perché siamo gli adulti, gli educatori.

Quando la situazione è squilibrata, ovvero quando un genitore assume le difese del proprio figlio, noi rischiamo di apparire come quelli che non prendono posizione, o nel tuo caso, che non si mettono dalla parte dei bambini. 

Capita nei momenti di maggiore frustrazione che i bambini chiamino in campo gli adulti: è li che si necessità di coerenza educativa per aiutarli a sviluppare quella che Daniele Novara definisce “competenza conflittuale”. 

Rassicurare i nostri figli sul fatto che ci siamo anche se non interveniamo, dice loro che dovranno risolvere la questione coi propri mezzi e le proprie risorse. 

Andrebbe anche spiegato loro l’atteggiamento errato dell’adulto, perché comprenda che solo attraverso la comunicazione fra pari si risolvono i problemi, nè sottraendosi, né usando il corpo come modalità comunicativa, né ricercando conferme esterne.

Vai all’articolo Litigi, perché l’adulto non deve intervenire?

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Mi chiamo Marianna Guerrazzi, sono nata nel 1976, laureata in Scienze dell’Educazione presso l’università di Napoli, e in Counseling per l’etá evolutiva qualche anno dopo. Sono un educatrice, pedagogista, fondatrice del blog "La cicogna non mi ha detto" e mamma di un bimbo il piccolo T. Ho pensato che il lavoro da educatrice fosse il mio lavoro, forse non da subito. Successivamente ho incrociato lungo il mio percorso persone eccezionali che mi hanno aiutato a chiarirmi le idee rispetto al mio futuro. Non saprei fare un altro lavoro, i bambini e le loro famiglie sono per me nutrimento nonostante la fatica emotiva, non saprei farne a meno. Ho studiato a Napoli e poi a Roma, trasferita a Trieste ho proseguito la mia formazione in ambito educativo, che tutt’ora procede, nonostante un nuovo trasferimento a Palermo. Nel 2004 sono partita dalla mia città per approdare in Friuli Venezia Giulia. Ho iniziato lavorando come educatrice di nido, ho avuto esperienze nella scuola dell’infanzia e come educatore in comunità di recupero per adolescenti. Come tanti genitori ho compreso che quando nasce un bambino crescerlo è estremamente difficile. Equilibristi, così spesso mi definisco, tra ciò che immaginiamo e la realizzazione di queste immaginazioni. Confronto e riflessioni ci fanno percepire meno solitudine. Da qui, l’idea di aprire una finestra su Palermo Kids, per poter chiacchierare costruttivamente di tutto ciò che ci sta a cuore sul mondo dell’infanzia.

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