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Il punto di osservazione e le bellezze essenziali

Fra le molte domande che sempre mi pongo nei confronti del benessere del bambino, una riguarda il punto di osservazione, ovvero la direzione, l’altezza, la profondità di ciò che osservo.

Nell’ultimo ventennio abbiamo adottato stili di vita rapidi, talvolta riduttivi, sempre più spesso d’orizzonti limitati. Il nostro modo di vivere lascia dunque poco spazio all’osservazione di ciò che di importante ci circonda. Ignoriamo alcune bellezze essenziali, sia per lo sviluppo del bambino che per il benessere dell’adulto.

ALCUNI STUDI AFFERMANO CHE IL CONTATTO CON L’AMBIENTE NATURALE RIDUCE LO STRESS NEGLI ADULTI E IL DEFICIT DI ATTENZIONE NEI BAMBINI.

La consapevolezza del luogo ed il rispetto per l’ambiente

Non serve per forza vivere in una baita di montagna per accostarci alla natura; anche in città possiamo trovare belle opportunità.

Personalmente sono cresciuta in una città di mare, acquisendo un corredo d’esperienze, di emozioni, di prospettive che ancora oggi mi porto dietro, come un leggero ma prezioso bagaglio; qualcosa che ha plasmato la mia identità e il modo di orientarmi in ogni altro luogo al mondo.

Sono felice quando vedo mio figlio scoprire il mare con interesse e rispetto. I sassolini, le piante marine, lo scenario che cambia in relazione alla costa, poi la sabbia, le scogliere e i racconti.

Conoscere l’ambiente naturale che lo circonda, del quale egli fa parte, arricchisce il bambino avvicinandolo anche a quel concetto di ecologia che gli permetterà di acquisire consapevolezza del luogo e rispetto per il pianeta: il più alto punto di vista.

Ecomuseo Urbano MARE MEMORIA VIVA
Diritti naturali dei bambini

L’Ecomuseo

Una realtà, che è anche una opportunità per accrescere il nostro punto di vista sulle cose, a Palermo, ce la regala lo spazio fisico, virtuale e umano del – Ecomuseo Urbano MARE MEMORIA VIVA -.

L’Ecomuseo sorge sugli spazi dell’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo. Da questo punto in poi esso ci accompagna alla scoperta dei luoghi della fascia costiera palermitana, attraverso un grande lavoro che testimonia la storia della città e il suo mare.

Uno spazio pubblico aperto a tutti, all’interno del quale vengono svolte attività rivolte anche e soprattutto ai bambini; per condurci non solo ad un viaggio lungo la linea del tempo ma a svilupparne il senso civico, la cittadinanza consapevole e un pensiero che ci induca a immaginare una città che, grazie all’amore per l’ecologia, la storia e le tecnologie multimediali e orali possa generare un rinnovamento della coscienza partendo proprio dai bambini. A tal proposito, ricordo ciò che asseriva dei bambini la figura chiave di tutti i miei studi pedagogici, della ricerca che è stata, e lo è ancora, il viaggio più entusiasmante di tutta la vita:

“Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo.” Maria Montessori

Ti racconto la mia visita

Io e T. siamo stati accolti dai ragazzi del museo, subito disponibili, ricchi di conoscenza dalla quale attingere per le risposte alle domande, tante, che abbiamo loro posto.

La struttura ci ha ammessi all’interno dei suoi grandi spazi espositivi, dai tetti altissimi che un tempo permettevano la sosta al coperto alle locomotive e i vagoni in transito.

All’aperto il nostro stupore si è soffermato proprio su una di quelle vetture, che scopriamo essere rimasta a memoria delle vittime delle leggi razziali, su idea e progetto del giornalista Leo Zingales.

Targa "Il vagone della memoria"

Nonostante la vicinanza alla strada, tutto rimane avvolto in un’aura di silenzio e serenità, e mi rendo ancora più conto del valore che la bellezza di un luogo debba essere l’orizzonte necessario alla crescita di un bambino, perché ne tragga consapevolezza e non ammetta mai nella propria vita di adulto altro che questo.

Accompagnati alla scoperta di questo gioiello industriale, procedendo al passo di T., rimontiamo in bicicletta per proseguire la nostra passeggiata lungo la costa sud, ancora più ricchi e grati dell’impegno e del lavoro di valorizzazione del territorio, sempre più immaginato a misura di bambino.

Locomotiva Ecomuseo Urbano MARE MEMORIA VIVA
La locomotiva. Stupore e meraviglia

Orari e attività

L’Ecomuseo Urbano è aperto dal martedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00. Per festeggiare la riapertura dopo questi lunghi mesi hanno programmato delle visiteguidate gratuite, fino alla fine di marzo, il martedì dalle 10:00 alle 13:00 e il venerdì dalle 15:00 alle 18:00.

Quando la Sicilia è Zona Arancione è chiuso.

Per restare aggiornati seguite la loro pagina Facebook

LABORATORI MESE DEI DIRITTI. “DIRITTO ALL’ORIZZONTE”

Il “Diritto all’orizzonte” pur non essendo citato nella “Carta dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” li contiene tutti. E’ il diritto alla libertà di guardare oltre muri e recinzioni, di ridere, correre e giocare, di immaginare e usare la fantasia e quindi il diritto a essere bambino.

Pensando lo spazio educativo come una fabbrica di esperienze condivise e di sperimentazione, il ciclo di laboratori “Diritto all’orizzonte” propone ai bambini una serie di attività partecipate e partecipative. Attraverso la lettura animata di albi illustrati ed il gioco condiviso, il percorso mira a stimolare l’immaginazione e la conoscenza del mondo che ci circonda.

– Prenotazione obbligatoria – Laboratori gratuiti per bambini dai 4 ai 6 anni, tutti i sabato di novembre dalle 10.00 alle 13.00 presso Ecomuseo del mare – via Messina Marine, n. 14, Palermo

per info e prenotazione: tel 3386177801

I laboratori

Le mie radici – 6 novembre

Attività: Come fanno le piante a crescere nella terra? scopriamolo attraverso il libro illustrato !SOTTOTERRA” di A. Mizielinska e D. Mizielinski. Osserviamo con lente d”ingrandimento le forme delle radici delle piante. A seguire gioco in movimento, si gioca con Pino a trasformarci in alberi per fare riposare il nostro amico pipistrello. I bambini realizza- no il loro vasetto attraverso materiali di riciclo (contenitore uova in carta) e si impegneran- no a prendersi cura del semino piantato giorno dopo giorno fino alla comparsa dei germo- gli e alla fioritura. Il laboratorio proposto permette la consapevolezza nel bambino del ciclo delle piante partendo dalla semina e prendendosene cura si innesca un ragionamento legato alla salvaguardia ambientale e alla cura della natura

Il teatro-libro del mare – 13 novembre

Attività: Dopo la lettura del libro “ Il mare rubato” di Gek Tessaro ogni bambino di- segnerà come immagina il mare rubato dai personaggi della storia, attraverso un cartoncino piegato a fisarmonica. A seguire si faranno due piccole marionette di cartoncino che rappresentano i personaggi della storia. Chiudendo le pieghe del cartoncino avremo solo un piccolo libricino blu, aprendolo invece diventa un vasto mare che la principessa della storia vuole solo per sé. Come la scenografia di un teatrino il libro pieghevole ci fa riflettere come il mare sia un bene comune e pertanto è un compito di tutti prendersene cura.

Segreti della natura – 20 novembre

Utilizzando il gioco della caccia al tesoro, viene chiesto ai bambini di raccogliere un perso- nale tesoro composto dal maggior numero possibile di foglie differenti tra loro e un sac- chetto di terra. Attraverso lo strumento del tavolo luminoso e una lente di ingrandimento ogni bambino potrà osservare in “trasparenza” le foglie raccolte, scoprendone lo scheletro pieno di meravigliose venature. Scopriremo come, sciogliendo la terra nell’acqua, sia pos- sibile utilizzarla come un colore a tempera. La seconda scoperta sarà che, attraverso le mille venature delle foglie, sarà possibile creare un timbro. Ogni bambino sperimenterà le molteplici possibilità e allo stesso tempo acquisirà un metodo. A seguire giochi outdoor.

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Mi chiamo Marianna Guerrazzi, sono nata nel 1976, laureata in Scienze dell’Educazione presso l’università di Napoli, e in Counseling per l’etá evolutiva qualche anno dopo. Sono un educatrice, pedagogista, fondatrice del blog "La cicogna non mi ha detto" e mamma di un bimbo il piccolo T. Ho pensato che il lavoro da educatrice fosse il mio lavoro, forse non da subito. Successivamente ho incrociato lungo il mio percorso persone eccezionali che mi hanno aiutato a chiarirmi le idee rispetto al mio futuro. Non saprei fare un altro lavoro, i bambini e le loro famiglie sono per me nutrimento nonostante la fatica emotiva, non saprei farne a meno. Ho studiato a Napoli e poi a Roma, trasferita a Trieste ho proseguito la mia formazione in ambito educativo, che tutt’ora procede, nonostante un nuovo trasferimento a Palermo. Nel 2004 sono partita dalla mia città per approdare in Friuli Venezia Giulia. Ho iniziato lavorando come educatrice di nido, ho avuto esperienze nella scuola dell’infanzia e come educatore in comunità di recupero per adolescenti. Come tanti genitori ho compreso che quando nasce un bambino crescerlo è estremamente difficile. Equilibristi, così spesso mi definisco, tra ciò che immaginiamo e la realizzazione di queste immaginazioni. Confronto e riflessioni ci fanno percepire meno solitudine. Da qui, l’idea di aprire una finestra su Palermo Kids, per poter chiacchierare costruttivamente di tutto ciò che ci sta a cuore sul mondo dell’infanzia.

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