Borgo Parrini, la gita che educa alla creatività sin da piccoli.

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Abituare i nostri bambini alla bellezza dei luoghi, all’arte, anche solo farli passeggiare per un luogo storico rientra nella loro educazione e stimola il loro interesse.

L’arte si apprende, la bellezza si apprezza, l’occhio ha bisogno di farne esperienza.

Ci pensavo qualche giorno fa, in occasione di una gita a Borgo Parrini; una semplicissima gita in un borgo rinato grazie all’intervento di un imprenditore locale che ha visto rifiorire l’antico borgo, trasformato di un angolo con eccentriche abitazioni.

Dove prima sorgevano case abbandonate, oggi la luce e i colori scintillanti immergono chi lo visita in un luogo fiabesco.

Abbiamo passeggiato per tutto il tempo con il naso all’insù.

Le case ristrutturate con disegni di maioliche, ceramiche, terrecotte hanno arricchito il borgo, donandogli una veste che ricorda la Barcellona di Gaudì.
A rendere speciali le case sono le frasi, le citazioni di poeti famosi; un vero e proprio laboratorio artistico-culturale a cielo aperto.

Cosa possono apprendere i nostri ragazzi in questo luogo?

Il racconto dell’imprenditore Gaglio che è riuscito, grazie all’amore per l’arte, a far rifiorire Borgo Parrini, affrontando anche diverse difficoltà ma tenendo ferma alla mente la sua passione, insegna ai nostri ragazzi ad essere tenaci e a perseguire i sogni, anche quelli improbabili. Questo messaggio è doveroso da parte di noi adulti nei confronti di ogni giovane mente.

Muniti di macchina fotografica ci siamo incamminati con T. fra i crocevia, e nonostante la nostra piccola età, abbiamo trovato spunti di osservazione utili:

“Osserva quello che ti piace e fotografalo”.

La macchina fotografica ha raccolto le sue impressioni, sfuocate o davvero precise: vasi di fiori, alberi di limoni, abitanti a quattro zampe.

Per i più grandi questo borgo diviene un vero laboratorio per apprendere l’arte e la bellezza e il grande insegnamento della rinascita.

Ci sono case confiscate alla mafia che andrebbero restituite alla giovane collettività, da poter vederle rinascere, essere luogo di progetti, sede di una nuova e consapevole generazione.

E se il pancino dovesse iniziare a brontolare, seguite il profumo di pane nei vicoli del Borgo che vi condurrà all’antico panificio da “Za Santa”.

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Mi chiamo Marianna Guerrazzi, sono nata nel 1976, laureata in Scienze dell’Educazione presso l’università di Napoli, e in Counseling per l’etá evolutiva qualche anno dopo. Sono un educatrice, pedagogista, fondatrice del blog "La cicogna non mi ha detto" e mamma di un bimbo il piccolo T. Ho pensato che il lavoro da educatrice fosse il mio lavoro, forse non da subito. Successivamente ho incrociato lungo il mio percorso persone eccezionali che mi hanno aiutato a chiarirmi le idee rispetto al mio futuro. Non saprei fare un altro lavoro, i bambini e le loro famiglie sono per me nutrimento nonostante la fatica emotiva, non saprei farne a meno. Ho studiato a Napoli e poi a Roma, trasferita a Trieste ho proseguito la mia formazione in ambito educativo, che tutt’ora procede, nonostante un nuovo trasferimento a Palermo. Nel 2004 sono partita dalla mia città per approdare in Friuli Venezia Giulia. Ho iniziato lavorando come educatrice di nido, ho avuto esperienze nella scuola dell’infanzia e come educatore in comunità di recupero per adolescenti. Come tanti genitori ho compreso che quando nasce un bambino crescerlo è estremamente difficile. Equilibristi, così spesso mi definisco, tra ciò che immaginiamo e la realizzazione di queste immaginazioni. Confronto e riflessioni ci fanno percepire meno solitudine. Da qui, l’idea di aprire una finestra su Palermo Kids, per poter chiacchierare costruttivamente di tutto ciò che ci sta a cuore sul mondo dell’infanzia.

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