Bimbumbam

316

“Bimbumbam. Il gioco è vita, il gioco è arte, il gioco è memoria” è una mostra ospitata presso la Sala delle Verifiche del Complesso Monumentale dello Steri e racconta, attraverso l’esposizione di giocattoli, libri, fumetti e fotografie, il saper giocare ed il saper divertirsi.

Questo progetto espositivo ha l’obiettivo di mostrare ai ragazzi i giochi più tradizionali e l’evoluzione storica del giocattolo per permettergli di trovare nuovi stimoli verso un gioco creativo e da fare in gruppo, nel confronto e nel rispetto degli altri.

Appena si entra si viene accolti dalle parole del Prof. Paolo Inglese, Direttore del Centro del Sistema Museale di Ateneo, del Prof. Fabrizio Micari, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, di Ermanno Tedeschi e Flavia Alaimo, curatori, e del Prof. Pompeo Vagliani, Direttore Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI.

Riporto con piacere le parole del Prof. Paolo Inglese, Direttore del Centro del Sistema Museale di Ateneo, sul gioco:

È un insegnamento essenziale e sempre attuale, in ogni piano della vita umana, dalla sfera personale a quella politica.

Guarda come gioca” si dice di un bambino in salute e nella pienezza delle sue capacità. Questo nella consapevolezza, istintiva, dell’importanza del gioco nella formazione dell’individuo, anche come essere sociale.

Saper giocare da soli o insieme. La prima, un’esplorazione di sé e del mondo circostante, fatto di altro da sé, di natura, di ogni elemento costitutivo della propria sfera di vita; la seconda, la prima e più fondamentale palestra della capacità di costruire comunità, nel rispetto delle regole. Il gioco anche solitario, non allena mai alla solitudine, ma prepara all’altro. Chi bara al gioco, chi non ne rispetta le regole, riceve una punizione se non, addirittura, l’espulsione dal gioco. Barare è un atto definitivo e senza ritorno.

Così, giocando, impariamo a vivere sorridendo. Così, giocando, diveniamo cittadini del mondo, non solo della propria società.

Perché il gioco è universale, appartiene a tutti e ad ognuno e non lasciare giocare i bambini, significa distruggere il futuro loro e della società. La società dei consumi, prima, e la tecnologia, oggi, hanno profondamente cambiato modi e contenuti del gioco e, in certi casi perfino le regole.

I giocattoli dal tempo di Collodi, costruiti in casa dal nulla, dai nonni, o da sé stessi, sono divenuti un enorme affare planetario, costruendo sistemi e strumenti di gioco universali, slegati dalle culture locali.

Oggi, ancora di più, il web e l’elettronica hanno sviluppato sistemi comuni a tutti, dei quali si discute, molto, il ruolo più o meno attivo del giocatore, la capacità, più o meno elevata, di sviluppare comportamenti sociali degenerativi, di costruire solitudine. Recentemente, lo stesso Presidente degli Stati Uniti ha attribuito ai war games la responsabilità dello sviluppo dei fenomeni di violenta aggressività sociale dei giovani americani. Baricco nel suo ultimo saggio, non a caso chiamato “Game”, descrive l’evoluzione del gioco come elemento fondamentale del cambiamento dei costumi sociali….”

Una parte della mostra è dedicata a due grandi simboli dell’infanzia Topolino e Pinocchio.

Ai bambini viene fornita anche una bustina di chiodini colorati per giocare a Pixel Art.

La mostra è veramente bella ed interessante, sia per i bambini che per gli adulti!

Info: L’ingresso è gratuito e sarà possibile visitarla fino al 23 Dicembre 2019, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Palazzo Steri si trova a Piazza Marina, 61.

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.