Una mamma per le mamme

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Ho pensato e ripensato a cosa potervi raccontare in questo nostro nuovo appuntamento.

E pensa che ti ripensa mi è venuta in mente la cosa più ovvia: raccontarvi di chi siamo noi mamme alla pari. 

C’è un bel po’ di confusione intorno a questa parola: molte mamme (purtroppo) ci sconoscono, molte pensano che siamo delle professioniste, molte (e aiutatemi a dire molte) pensano che siamo delle invasate talebane che andiamo in giro al grido di “o tetta o morte!” 😀

Vi stupirò nel dirvi che non siamo niente di tutto ciò.

Oggi si parla tanto (per fortuna!) di quale sia il modo migliore per prendersi cura dei bambini, di ciò che serva veramente loro per crescere sereni ed in armonia con se’ stessi e gli altri.

Beh, io sono fermamente convinta – e tanti come me – che per prendersi cura di un bambino sia necessario anche prendersi cura della mamma.

Quando una nuova vita viene al mondo, si sa, viene al mondo con essa anche la sua mamma.

E se di quella mamma ci si è presi cura per nove mesi, mentre era la culla del suo bambino, ce ne si prende un po’ meno cura quando questo bimbo viene alla luce.

Diciamo le verità, tutte le attenzioni adesso sono rivolte al bebè che con i suoi occhioni dolci reclama a gran voce il suo ruolo da protagonista.

E allora che accade?

Accadono tante cose insieme, accade che magari la mamma non riesca ad entrare subito nel suo nuovo ruolo, perché prendersi cura di un piccolo, del proprio piccolo, è una cosa grande, enorme, importante, una cosa totalmente nuova.

E così può capitare, tra ormoni in subbuglio, tra la stanchezza, tra tanti consigli e commenti non richiesti, che questa mamma si senta inadeguata, un po’  stretta e costretta in questa sua nuova veste, che abbia tante paure ed insofferenze.

Ed allora è giusto, è sano che la mamma abbia qualcuno con cui poter condividere i suoi dubbi, i suoi pensieri, fossero anche i suoi pensieri più scomodi.

Un tempo c’era la famiglia, la famiglia allargata, addirittura c’era –in tempi lontani nella nostra parte di mondo – un intero villaggio che si occupava della mamma e che l’aiutava a crescere il suo bambino, nel bene e nel male probabilmente, ma di sicuro la mamma non era sola, poteva essere alleggerita, ascoltata, poteva prendersi un pochino di tempo per se’ e poteva pensare ad occuparsi del suo bambino senza doversi dividere tra altre cento cose da fare.

Quello che oggi succede è che troppo spesso siamo isole, succede che spesso non viviamo più nella nostra città d’origine, spesso non abbiamo accanto nessun familiare.

Viene meno quella rete di relazioni di cui una neomamma ha fortemente bisogno.

E no, le amiche di sempre non sempre riescono ad essere presenti come prima.

O ancora magari accade che la famiglia sia presente ma magari non sia ancora pronta ad accogliere le scelte, personalissime, della neomamma.

Fino alla generazione prima della nostra, si è stati abituati alla separazione tra mamma e bambino, siamo stati abituati a modi “violenti”, passatemi il termine, di crescere un bambino e relazionarsi con lui.

Oggi per fortuna c’è un’attenzione diversa, oggi si parla di allattamento, di alto contatto, di letture a bassa voce e di disciplina dolce.

Ecco, molto spesso il contesto familiare da cui proviene la neomamma non è ancora pronto a questo salto di qualità.

O forse c’è anche un naturale conflitto generazionale perché ciò che ho fatto io come mamma, ora nonna, è diverso da ciò che sta facendo mia figlia.

Tutto ciò comporta che spesso la neomamma non possa o non voglia parlare con la propria madre, sorella, cognata (…) del modo in cui vuole vivere la sua genitorialità.

Ed allora che è qui che entra in gioco la MAMMA ALLA PARI.

Chi è la mamma alla pari?

E’ una mamma che allatta o ha allattato, che si è informata in primo luogo per se stessa e poi si è anche formata per acquisire specifiche competenze.

E’ una mamma che a sua volta ha avuto bisogno di una spalla su cui appoggiarsi quando è nata come mamma e che poi si è messa a disposizione delle altre mamme dicendo “ok, rimettiamo in circolo un po’ di quel bene che abbiamo ricevuto!”.

NON è un sanitario, NON è una figura professionale che si occupa della nascita o del puerperio, è semplicemente una mamma che sa che l’essere mamma è un processo assolutamente fisiologico, così come lo è l’allattamento.

E’ una mamma volontaria che mette il suo tempo a disposizione in maniera del tutto gratuita.

E’ una mamma che è già passata attraverso certe dinamiche e che quindi capisce profondamente la neomamma e può starle accanto, darle sostegno, conforto o aiuto ma più di tutto può semplicemente ascoltarla.

Perché ascoltando l’accompagna quella mamma verso l’ascolto profondo di se e del proprio bambino.

E’ una mamma che ti dice “ok, c’è un tempo anche per te mamma, un tempo protetto insieme al tuo  bambino, un tempo per scoprirci, per conoscervi e che questo tempo non è uguale per tutti”.

“Va tutto bene mamma. Tu sei la mamma perfetta per il tuo  bambino”.

E’ questa la frase che mi ritrovo più spesso a dire.

Ed è anche la più vera.

Una mamma alla pari non fa altro che rinforzare questo concetto.

In un mondo dove tutto va di fretta, dove si vorrebbe già un neonato indipendente dopo pochi mesi di vita, dove tutto è un “non fare” “non dire” “non lo viziare”, la mamma alla pari ti sussurra “rallenta, prendetevi il tempo che vi serve”.

Perché per far si che stia bene il bambino, deve stare bene anche la mamma.

Poi si, se c’è un problema di attacco, di ragadi, di cattive informazioni, ma anche semplicemente se si vuole smettere di allattare, la mamma alla pari è lì per questo.

Ma posso affermare con sicurezza che la maggior parte dei piccoli problemi si risolve semplicemente  mettendosi in ascolto della mamma.

E darle il tempo di parlare parlare parlare.

Una mamma alla pari sa che il suo ruolo è legato solamente alla fisiologia e dirotta, dove ce ne fosse la necessità, ai professionisti (ibclc, pediatra, psicologo…).

Il Gruppo Maternage è uno dei gruppi di mamme alla pari che operano in città.

Molti come noi organizzano degli incontri gratuti.

Non mi stancherò mai di dirlo: mamme (e papà) non perdete l’occasione di andare!

E’ un modo per uscire di casa, per parlare con persone che condividono la vostra stessa esperienza (la più grande forse)!

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Monica Li Vigni
Archeologa nel cuore e nel titolo, mamma per caso di una bambina e due bambini che le hanno cambiato la vita e l'hanno portata a percorrere strade che mai avrebbe immaginato per sè, mamma alla pari in allattamento e volontaria Nati per leggere. In perenne stato di amore/odio per la sua città, Palermo. Profondamente convinta che “chi non fa, non falla”. E quindi fa. O almeno ci prova.

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