Mimosa: una donna che ha imparato nuovamente a vivere e a volersi bene

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Mimosa ha 45 anni, viene da me in ambulatorio perché ha un prolasso uterino.

Ha partorito due figli per via vaginale e di mestiere fa l’infermiera, lavorando su turni.

Asserisce di essere molto stanca, quando le faccio alcune domande sulla sua vita – perché l’anamnesi deve essere sempre molto accurata – lei mi dice che oltre ai turni ha due figli maschi ormai adolescenti che sono abituati a fare quasi niente dentro casa perché lei stessa non li ha abituati.

È una donna molto delicata, molto dolce ed allo stesso tempo molto succube di questi due figli e del marito, che essendo portatore di handicap e quindi in carrozzina, difficilmente la aiuta con la casa e tutte le incombenze.

Ha il viso segnato dalla stanchezza ma nonostante questo traspare una bellezza molto intensa, anche a livello fisico.

A livello sessuale Mimosa asserisce di avere molto poco desiderio ed anzi le avances del marito le danno anche un po’ fastidio perché lei è sempre molto stanca. Dice di amarlo ma di non avere né bisogno né desiderio sessuale.

Iniziamo il nostro percorso di rieducazione perineale, il suo prolasso uterino è di secondo grado quindi vuol dire che l’utero è sceso a livello vaginale abbastanza da procurarle dolori a livello addominale, della piccola pelvi, un senso di pesantezza quasi costante, soprattutto nella posizione eretta, dolori ai rapporti, soprattutto quando la penetrazione è molto profonda e spesso ha casi anche di incontinenza urinaria da sforzo, cioè quando fa degli sforzi addominali come tosse, starnuti, saltelli, risate allora le scappa più di un goccino di urina. Bagna notevolmente il salvaslip, che indossa costantemente e che pensa che ormai non basti più e che dovrebbe passare al pannolino…e si vergogna intensamente di avere a 45 anni questo problema.

Iniziamo il nostro percorso, la vedo ogni settimana. Con la visita ostetrica mi rendo conto che ha una inconsapevolezza totale del proprio perineo, non sa come raggiungerlo, non sa come contrarlo, non sa dov’è…perché quando le chiedo di stringere come se dovesse trattenere la pipì il movimento è inesistente quindi il testing perineale è zero.

Partiamo quindi dall’abc, lei è molto paziente in tutto e per tutto però nelle settimane mi rendo conto che si dedica pochissimo tempo e quindi la consapevolezza perineale tarda ad arrivare. Le chiedo di farsi il massaggio perineale perché toccando la stessa zona continuamente la corticalizzazione e la coscienza del perineo a livello celebrale aumenterebbe.

Lei asserisce di non trovare il tempo, di avere troppe cose da fare, di pensare al lavoro, ai bambini che ormai sono dei ragazzi, al marito che ha sempre bisogno di lei.

Le chiedo cosa desidera fare, perché l’unico modo per rieducare il suo pavimento pelvico ad una buona funzione di sostegno è che lei faccia gli esercizi a casa con costanza e che si dedichi almeno 20 minuti al giorno.

Sono tanti per te 20 minuti al giorno?” Lei mi guarda e mi dice: “No, non sono tanti. Sono io che faccio fatica a trovarli.

Allora con moltissimo amore ma estrema fermezza le dico che se lei non li trova è inutile che continui a venire in ambulatorio, perché la sola venuta in ambulatorio ed anche l’uso del bio-feedback non le è utile ai fini di una buona rieducazione.

Quello che è importante sono gli esercizi a casa ed il tempo che lei dedicherà a se stessa.

Piange ed asserisce che è vero, lei è sempre l’ultima, lei non si dedica mai tempo, per lei sono importanti tutte le altre cose.

Molto dolcemente le dico che non le darò l’appuntamento per la settimana successiva e lei deciderà se continuare la sua rieducazione.

Dopo qualche giorno mi telefona e prende un appuntamento.

Quando arriva in ambulatorio asserisce di essere stata molto male e mi chiede aiuto su come può fare a far capire a suo marito ed ai suoi figli che lei ha bisogno di un po’ di tempo per se stessa.

Le dico che forse l’unico modo è mettersi a tavolino tutti e quattro affinché lei possa delegare alcune cose molto semplici, che ragazzi di tredici/ quindici anni come i suoi possono fare. Le suggerisco di fare una tabella in cui si stabilisce che in alcuni giorni uno fa questo, l’altro fa quello, il marito fa quello che può – anche perché quando vuole è capace di fare tutto: guida la macchina, va a lavoro in negozio…. e lei mi dice che lo farà.

La settimana dopo, Mimosa arriva felicissima! Mi dice che i suoi ragazzi e suo marito l’hanno guardata stralunati, come se lei fosse un extra-terrestre, ma hanno deciso che la tabella funzionerà, lei ha deciso che la tabella funzionerà e si prenderà mezz’ora al giorno tutta per se stessa.

Quando torna dal turno in ospedale, lei si chiude in camera a chiave, non vuole che nessuno la disturbi. Dice ai figli che ha un problema grande e che se continua così dovrà ricorrere ad un intervento chirurgico. Si rivolge al marito con fermezza e gli dice: mi devi aiutare.

Da questo momento Mimosa compie dei passi in avanti incredibili, meravigliosi. Fa gli esercizi tutti i giorni e impara nuovamente a respirare profondamente. La coscienza perineale torna ad essere ottima, andiamo avanti nel percorso riabilitativo e nello stesso tempo la vedo rifiorire.

Inizia ad arrivare in ambulatorio con dei vestitini molto carini. Un giorno arriva truccata ed io la abbraccio dicendole che è bellissima! Mi dice che il giorno prima è andata dalla parrucchiera e che si è dedicata ben due ore.

I suoi figli sono molto contenti di vederla felice, nonostante quello che lei pensava la sua famiglia le sta dando supporto, era lei che pensava che non lo avrebbero fatto.

Suo marito è contento di vederla felice ed allo stesso tempo la guarda con occhi diversi, ricominciano a fare l’amore..piano piano..il percorso dura molto tempo perché Mimosa ci ha messo molto tempo a riavere una buona tonicità perineale.

Mimosa adesso si prende molto più di mezz’ora al giorno, si siede in terrazzo, si legge i suoi libri e dice di non aver mai vissuto un periodo così bello. La vedo molto più radicata grazie anche agli esercizi di radicamento, di respirazione e vado oltre a quello che è la rieducazione perineale perchè lavoriamo sul primo e sul terzo chakra, che è il chakra del potere personale, e questo le fa molto bene.

Mi guarda sorridendo, mi dice che le ho salvato la vita, il matrimonio ed in un certo senso i figli adolescenti che adesso sono molto più tranquilli e molto meno despoti.

Quando è finita la rieducazione perineale, Mimosa è una donna diversa, non si è rieducato solo il perineo, ha imparato nuovamente a vivere e a volersi bene.

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Sono siciliana e per 50 anni ho vissuto a Parma, dove, per 20 anni ho esercitato la professione come Ostetrica libera professionista. Ho assistito nascite a domicilio e seguito le Donne/Coppie nel loro divenire genitori. Sono specializzata in rieducazione pelvi perineale e mi occupo di empowerment femminile e maschile. Da agosto 2018, all’età di 55 anni, sono tornata a vivere nella mia Sicilia. Qui mi occupo prevalentemente della conduzione di gruppi per la presa di coscienza perineale e di ginnastica perineale con l’uso della respirazione e della voce. Accompagno le persone, di tutte le età, ad espandere la consapevolezza di Sé e creare Salute nella loro vita. Oltre alla formazione curriculare, ho avuto Maestri/e che mi hanno accompagnato alla conoscenza del Tantrismo, Taoismo, Bioenergetica, Meditazione, Respiro consapevole, Movimento e consapevolezza corporea, Canto Carnatico, Alimentazione. Sono inoltre Somatic Experiencing Pratictioner (metodo per la risoluzione di traumi della sfera sessuale) ed Istruttrice del Metodo Aviva. Sia nella conduzione di gruppi che durante le sedute individuali in ambulatorio metto in campo tutti i miei saperi in modo personalizzato per ognuna/o. Potete contattarmi via mail laginnasticadellequilibrio@gmail.com oppure tel. 3512295729

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