Fumare in gravidanza

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Una recente statistica, sul problema dell’abitudine al fumo, ha rilevato che al 2015 la prevalenza dei fumatori maschi nel mondo è pari al 25% della popolazione generale, e che il dato concorda con quello Italiano che si assesta al 25,1% (2017 al 2,9%).

Nelle donne invece, si denota una netta discrepanza fra il dato mondiale pari al 5,4%, contro il 16,9% nazionale (2017 20,8%). Italia si stima che ci siano circa 4.5 milioni di Donne Fumatrici, di cui il 40% non sospende il Fumo in caso di Gravidanza (3 su 4 lo riducono ed 1 su quattro mantiene invariato il numero di sigarette fumate ogni giorno).

Questo fenomeno rappresenta una criticità importate perché è noto che il fumo è dannoso per la salute del feto e del neonato.

La Nicotina è un alcaloide con proprietà parasimpaticomimetiche, in grado di determinare una diminuzione del flusso placentare con un conseguente minore apporto di sostanze nutrizionali al feto, che può quindi incorrere in una restrizione patologica del suo accrescimento e di conseguenza del suo peso alla nascita, peraltro i recettori della nicotina, distribuiti prevalentemente al livello del sistema nervoso centrale, rilasciano neurotrasmettitori nocivi.

Le principali sostanze cancerogene, più di 4000, contenute nei prodotti di combustione e fumo della sigaretta, rappresentano peraltro stimoli oncogeni per tutti i tessuti degli organi ed apparati.

Un ulteriore aspetto negativo, derivante dal fumo, è costituito da uno dei prodotti che derivano dalla combustione del tabacco (e delle cartine che lo avvolgono): Monossido di Carbonio. Questa sostanza infatti si lega alla emoglobina materna e riduce la sua associazione con l’ossigeno, agendo quindi negativamente sulla ossigenazione fetale. Il monossido di carbonio è poi in grado di attraversare la Placenta con altre sostanze cancerogene della combustione e questo se accade nelle prime settimane di gestazione, può interferire in maniera drammatica con il normale sviluppo degli organi fetali, causando in questo modo un aumento dell’incidenza delle malformazioni fetali.

È documentato poi che nelle donne fumatrici il tasso di aborti del primo trimestre è più alto rispetto alle donne che non fumano.

Elenco effetti negativi del fumo in gravidanza

L’elenco che segue riporta tutti gli effetti negativi che il fumo può determinare in gravidanza.

  • Aborto spontaneo
  • Distacco di placenta
  • Gravidanza ectopica
  • Placenta previa
  • Rottura prematura delle membrane
  • Morte intrauterina
  • Basso peso alla nascita
  • Morte improvvisa
  • Sindrome della morte nella culla
  • Problemi respiratori
  • Rischio di malattia cardiovascolare in età adulta
  • Problemi comportamentali
  • Sviluppo intelettivo danneggiato

Questa evidenza impone un’azione di prevenzione capillare informando le donne in gravidanza dei rischi che esse corrono e, che sono assolutamente prevenibili, sospendendo il fumo, almeno qualche settimana prima del concepimento. È bene poi stigmatizzare che una riduzione del numero delle sigarette fumate ogni giorno non riduce proporzionalmente questo rischio e che quindi la massima efficacia della prevenzione è basata sulla sua totale sospensione.

Dott. Vittorio Maria Viviano

Specialista in pneumologia

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