Intervista a Sabrina Bono, mamma e Presidente di AID Palermo

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L’inizio della scuola primaria è sempre un momento importante per una mamma ed un papà.

Si va tutti in cartoleria, si scelgono lo zaino, l’astuccio, le penne, il diario, i colori e i quaderni e si parte in questa nuova avventura.

Ma non sempre le cose vanno come si pensa …iniziano i problemi.. ad esempio copiare le letterine risulta difficilissimoriconoscerle è difficilissimo…la “a” si confonde con la “e”, la “b” con la “d”, la “q” con la “p”.

Cosa succede?

Sicuramente un po’ di tempo in più e un po’ di esercizio in più aiuteranno”.

Iniziano così i lunghi pomeriggi a fare compiti ma nonostante l’esercizio non si migliora.

Sicuramente non si impegna abbastanza

Questo è quello che dicono gli insegnanti e un po’ anche quello che pensano i genitori, nonostante le infinite ore di esercizio del bambino, altrimenti perché cose complicatissime come la digievoluzione dei Pokémon si ricordano tutte e i giorni della settimana o dei mesi non “entrano” proprio nella mente?

La scuola, anche se tra alti e bassi, continua ma inizia da parte del bambino la voglia di non andare, perché si rende conto di non riuscire a essere come i compagni, perché viene preso in giro dai coetanei e rimproverato da insegnanti e genitori.

Tutto questo ha un nome: Disturbi Specifici di Apprendimento conosciuti anche con l’acronimo DSA.

Purtroppo può accadere che i DSA non siano riconosciuti ed è per questo che ho chiesto a Leonarda Sabrina Bono, presidente della Sezione di Palermo dell’Associazione Italiana Dislessia, Coordinatrice Regionale ma soprattutto mamma di due ragazzi con DSA, di aiutarmi a tenere una rubrica sui DSA nel blog.

Ecco cosa ci ha raccontato Sabrina in questa prima intervista, buona lettura!

Leviamoci subito il sassolino dalla scarpa, i DSA sono una malattia?

No, non sono una malattia perchè non è minata la salute dell’individuo. Si tratta di neurodiversità che si manifestano con delle difficoltà soprattutto in ambito scolastico.

I DSA sono 4:

  • Dislessia, disturbo specifico della lettura,
  • Disgrafia, difficoltà nella scrittura come tratto grafico,
  • Disortografia,  difficoltà nell’ortografia delle parole e
  • Discalculia, difficoltà nel calcolo.

Non è una condizioni transitoria, è una neurodiversità con cui si nasce, i disturbi possono evolvere, migliorare con l’età ma non passano, si compensano.

Anche se non sono una malattia è necessario ricorrere alla sanità per escludere che le difficoltà scolastiche siano dovute a qualche altro problema organico, come un problema della vista, dell’udito o un deficit intellettivo, e per avere una diagnosi adeguata.

Oltre ad essere Presidente di AID Palermo sei anche mamma di due gemelli con DSA. La presenza di questo disturbo te l’ha segnalato la scuola o un esperto oppure l’hai capito da sola che qualcosa non quadrava?

L’ho capito da sola, capivo che le capacità dei miei figli, la loro prontezza a svolgere compiti anche difficili nella vita di ogni giorno e nei giochi non collimavano con i loro insuccessi scolastici, nonostante gli sforzi e l’impegno.

E’ vero che Einstein e Steve Jobs erano dislessici? 

Sì lo erano, così come tanti altri personaggi famosi, ma non è corretto associare sempre i DSA con questi personaggi perchè fa sembrare implicito il fatto che si diventerà sicuramente come Einstein. E’ vero invece che non ci si deve abbattere e che avere un DSA non ostacola nessun percorso di vita, lo rende solo più impegnativo. Punti di forza opportunamente “coltivati” possono far eccellere l’individuo in un particolare ambito. 

Oggi i tuoi figli hanno 24 anni, posso chiederti cosa fanno nella vita?

Stani è un fumettista che spazia tra disegni, videogiochi e giochi da tavolo e Biagio si è laureato in Scienze e tecniche psicologiche ed è iscritto alla magistrale di Psicologia clinica.

Nella rubrica che terremo avremo modo di parlare di tanti argomenti ma da mamma vuoi dare un primo consiglio a chi si affaccia a questa tematica?

I genitori che notano le difficoltà del figlio, sin dai primi giorni di scuola, devono parlarne con gli insegnanti e seguire con attenzione l’andamento scolastico.

Al perdurare delle difficoltà, quest’ultime devono essere valutate da uno specialista per la diagnosi di DSA.

Leggere, scrivere e calcolare sono considerati da tutti atti così semplici ed automatici che risulta difficile comprendere le difficoltà  che riscontrano le persone con DSA.

Spesso questi ragazzi vengono erroneamente considerati svogliati venendo così minata la loro autostima

È importantissimo pertanto individuare al più presto la presenza di uno o più Disturbi Specifici di Apprendimento.

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