Stitichezza nei bambini: cause e rimedi

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La stitichezza nei bambini è un disturbo abbastanza frequente. Le cause che possono determinare questo disturbo sono diverse. Nella maggior parte dei casi è una dieta errata, ma possono esserci altri fattori, quali l’inserimento a scuola, il cambiamento ambientale o la vita sedentaria. Cosa fare, quindi? Cosa dar loro da mangiare in questi casi?

Alimentazione

Se la stitichezza compare in un bambino alimentato con latte artificiale, il problema può essere risolto diluendo le preparazioni in polvere in maggiori quantità di acqua.

Invece, nel neonato alimentato al seno non ci sarà mai la stitichezza perché il latte di cui si nutre fa sì che le feci che emette siano sempre morbide e ricche di acqua.

Nei bambini più grandicelli per rendere le feci più morbide è importante bere almeno un litro e mezzo tra acqua, tisane, tè deteinato, spremute, piuttosto che cercare di bere forzatamente.

Inoltre, è importante assumere fibre, contenute soprattutto nella verdura e nella frutta.

Questi alimenti spesso non sono graditi , ma il problema può essere raggirato cercando strategie che possano indurlo ad assaggiare tali cibi.

Le strategie

La frutta, ad esempio, può essere servita con un po’ di fantasia tagliandola a spicchi per comporre un fiore, un sole, una faccia sorridente.

La verdura, invece, può essere tritata e “nascosta” nel sugo, nel ripieno di polpette oppure in torte salate. Anche i legumi, ricchi di fibre, possono essere passati e abbinati ai cereali integrali, in modo da poter fornire all’organismo tutte le sostanze necessarie.

Il gusto per i cibi si acquista nel primo anno di vita, ma è importante anche il buon esempio dato dai genitori. Se mamma e papà dimostrano di apprezzare le verdure, è infatti più facile che anche il bambino le ami. 

Disagio da pannolino

Intorno ai due anni, i bambini provano disagio nel fare la cacca nel pannolino, l’uso del vasino può quindi aiutarli a ritrovare la giusta regolarità. Inoltre, il vasino, è assai più consono dal punto di vista posturale rispetto al WC, in quanto quest’ultimo costringe il bambino a una postura innaturale.

È consigliabile, allora, l’utilizzo dei riduttori e di uno sgabello da porre ai piedi del WC in modo da tenere le ginocchia distanti e le piante dei piedi appoggiate su questo rialzo. 

Fermenti Lattici e Probiotici

Infine, per porre un rimedio e curare la stitichezza o disbiosi intestinale, causata, in molti casi, dall’alterazione della flora batterica, si possono assumere i fermenti lattici o probiotici. Questi microrganismi sono ottimi alleati nel contrastare l’intestino pigro, capaci di riequilibrare l’ecosistema intestinale, cioè il microbiota o flora intestinale nel quale sono presenti i “batteri buoni” e quelli” cattivi”. In presenza di stitichezza o problemi digestivi accade che il normale equilibrio tra i buoni (eubiotici) ed i cattivi (patogeni) viene alterato a favore di questi ultimi.

Per cui è consigliabile assumere i buoni dall’esterno ad esempio i lactobacilli e i bifidobatteri, presenti in alcuni yogurt (Lactobacillus bulgaricus e Streptococcus thermophilus) o con altri integratori naturali per riportare l’equilibrio nell’intestino.

Per il mantenimento del microbiota sono essenziali sia i probiotici che i prebiotici, significativamente differenti tra loro. I probiotici, infatti, sono veri e propri batteri in grado di arrivare vivi fino all’intestino e di esercitare, qui, un effetto di ripristino dell’equilibrio. Li possiamo trovare in alcuni tipi di latte fermentato e, in generale, negli alimenti fermentati. I prebiotici, invece, sono il nutrimento dei batteri probiotici. Si tratta di fibre alimentari solubili non gelificanti e carboidrati non digeribili che favoriscono la proliferazione e la crescita dei probiotici nell’intestino. Si possono trovare in integratori alimentari associati ai probiotici ma anche, in natura, in alcuni cibi. Ad esempio nelle banane, frutta secca, legumi, aglio, asparagi, avena, farina di frumento integrale.

Clisteri e Lassativi

I clisteri o lassativi (sono da riservare ai casi di stipsi funzionale che non risponde alle modifiche della dieta e all’introduzione di nuove misure comportamentali) ma solamente sotto il consiglio del pediatra.

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