Alimenti biologici, solo una moda? Parte II

E’ molto importante, per quel poco che si può fare, lavare abbondantemente frutta e verdura prima di metterla a tavola, per allontanare una parte dei pesticidi presenti in superficie e sbucciare sempre la frutta, a meno che non sia proveniente da coltivazione biologica.

I pesticidi hanno meccanismi di azione tossica, soprattutto a lungo termine, molto gravi:

a) Modificazioni genetiche ed epigenetiche: si ipotizza che queste modificazioni possano essere responsabili dell’aumento delle malattie metaboliche come diabete e obesità; malattie allergiche e autoimmuni, etc.

b) Come interferenti endocrini soprattutto ormoni estrogeni: diminuzione della fertilità; sviluppo puberale precoce (in 100 anni l’età del menarca si è anticipata di 5 anni!); aumento del rischio di criptorchidismo e ipospadia; diminuzione del numero degli spermatozoi e motilità; aumento del tumore del testicolo.

c) Disturbi della conduzione nervosa: aumento dell’incidenza del Morbo di Parkinson al punto che in Francia è riconosciuta come malattia professionale da esposizione a pesticidi; aumento dell’incidenza Alzheimer e della SLA; di malattie della sfera cognitiva e comportamentale (autismo, ADHD, diminuzione del quoziente intellettivo);

d) Incremento del rischio di sviluppare tumori soprattutto del sangue (leucemia e linfoma non Hodgkin) e del cervello e, in maniera particolare, l’aumento interessa i bambini, nei primi anni di vita.

Il 19 marzo 2019 un tribunale californiano ha condannato la ditta che produce il glifosato a risarcire due agricoltori che avevano contratto il linfoma non Hodgkin, i quali non avevano usato nessuna precauzione nell’uso del pesticida perché la ditta aveva negato l’esistenza di rischi per la salute.

Ad oggi non disponiamo di sufficienti evidenze scientifiche per affermare che l’alimento biologico dal punto di vista nutritivo comporta dei vantaggi rispetto a quello convenzionale ma certamente il cibo biologico contiene una percentuale di residui di pesticidi molto più bassa se non completamente assente rispetto ai cibi convenzionali.
Studi nei bambini hanno evidenziato la presenza di numerosi metaboliti di pesticidi nelle urine; l’azzeramento o forte diminuzione dei metaboliti dei pesticidi dopo alimentazione biologica e il ritorno ai valori precedenti dopo ripristino dell’alimentazione convenzionale.

Per concludere

Le produzioni biologiche sono più rispettose dell’ambiente e del benessere animale. Vietano l’uso di antibiotici e ormoni per stimolare la crescita e incentivano il pascolo.
I cibi biologici hanno un livello di pesticidi molto inferiore rispetto a quelli convenzionali.
Gli studi disponibili suggeriscono che i cibi biologici hanno dei vantaggi per la salute rispetto ai cibi convenzionali.

Infine in attesa di evidenze scientifiche certe, sulla nocività dei pesticidi, in materia di sicurezza ambientale e salute collettiva, dovrebbe prevalere il principio di precauzione, cioè una condotta cautelativa sull’uso e la commercializzazione di sostanze anche solo potenzialmente tossiche.

Speriamo che la storia, maestra di vita, ci spinga a imparare dai nostri errori e che non si ripeta il disastro della sindrome di Minamata.
Ci vollero più di 50 anni per stabilire un nesso di causalità tra lo sversamento del metil-mercurio nella baia dalla ditta Chisso Corporation e le innumerevoli intossicazioni, malattie e migliaia di morti nella Baia di Minamata. Mentre gli abitanti della zona capirono subito che si ammalavano soltanto quelli che mangiavano il pesce pescato nella acque contaminate.

Ebbene, in attesa di stabilire un nesso di causalità tra pesticidi e incremento delle malattie metaboliche, neurodegenerative, neuro-cognitive e tumori, ci prepariamo ad una nuova Minamata di dimensioni planetarie questa volta, non circoscritta a un territorio limitato, se non si prendono provvedimenti in tempi rapidi per sostituire i pesticidi, oggi in commercio, con molecole meno tossiche, eco-compatibili.

Alla domanda iniziale “Alimenti biologici, solo una moda?”
Risponderei, non è solo moda!

Dott. Matteo Noto
Pediatra
Presidente ABIO Palermo

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