La diversità

Chiara 4 anni, disse alla sua maestra:- quella era una delle mie mamme … – la maestra poi venne a sapere che Chiara e il suo fratellino trascorrevano il lunedì, il martedì e parte del mercoledì con la mamma e il suo compagno e il resto del mercoledì, il giovedì e il venerdì con il papà e la sua compagna; il fine settimana con l’una o con l’altra coppia.

Oggi è molto frequente che molti bambini si trovino a vivere situazioni familiari inconsuete; è fondamentale che fin da piccoli sappiano esattamente che cosa sta accadendo, in quale casa dormiranno la notte, dove si trovano i loro giocattoli e i loro vestiti … probabilmente ne avranno una per ciascun nucleo familiare..

I bambini, fin dai 3/4 anni scoprono che esistono diversi tipi di famiglia; all’inizio pensano che siano tutte uguali e somiglianti alla loro, ma non appena cominciano ad andare a scuola vengono a conoscenza delle numerose varianti.

Il bambino ha bisogno di sapere chi gli starà vicino quella notte o quel fine settimana, ha bisogno di sentirsi amato, desiderato, importante e ha necessità di avere la certezza di sapere che gli adulti fanno ciò che dicono. Potere parlare delle cose tristi, delle cose belle, di avere una nuova persona nella propria vita è per lui/lei rassicurante. Tutte queste “novità” suscitano in lui/lei sentimenti molto intensi, che possono causare disagio e dolore se non debitamente ascoltati.

Un giorno Alessandro tornò da scuola annunciando che era arrivato un nuovo compagno …. Diverso dagli altri …. La mamma gli fece varie domande … ma quel bambino non era come Aldo, il suo migliore amico, né come Giovanni, con cui litigava sempre, né come  Ahmed che aveva la pelle scura e veniva dall’Africa … però quel bambino non correva bene e non parlava bene.

La madre venne a sapere che il nuovo compagno era un bambino con la sindrome di Down.

Alessandro disse che voleva regalare al nuovo compagno un suo giocattolo e alcune settimane più tardi il nuovo inserito si era unito al gruppo e partecipava ai giochi e alle attività.

Verso i 3/5 anni i bambini sono degli acuti osservatori, notano tutte le differenze (sesso, colore della pelle, abilità specifiche..), ma non hanno nessun tipo di barriera che li ostacola all’inclusione.

Ogni tipo di domanda e di curiosità, sia verso la famiglia che verso l’individuo non deve spaventarci. È molto importante spiegare con calma e con serenità la realtà con cui si sta confrontando, senza farci schiacciare dai nostri pregiudizi.

La paura nasce quando non si capisce, quando non si sa che cosa sta succedendo o perché ci sono delle differenze e la paura del “diverso” può essere trasmessa dagli adulti ai bambini.

Penso che noi non possiamo prevedere il mondo in cui vivranno i nostri figli, però possiamo creare il loro approccio al mondo ed alle sue diversità.

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