Vaccinazioni e Autismo, conosciamone la storia

Tutto nasce nel 1998 quando un medico inglese Andrew Wakefield pubblica sulla rivista Lancet un articolo che ipotizzava che il vaccino morbillo-parotite-rosolia determinasse l’autismo.

La pubblicazione fu subito criticata perché presentava numerosi errori. Casistica troppo piccola, solo 12 bambini; non teneva conto che il 90% dei bambini era vaccinato con morbillo, parotite e rosolia, alla stessa età in cui l’autismo è diagnosticato; lo studio non metteva a confronto la frequenza dell’autismo tra i vaccinati e non vaccinati.

Alcuni anni dopo una parte degli Autori dello studio ritrattò le conclusioni, prendendo le distanze da Wakefield con una dichiarazione pubblicata su Lancet (Murch 2004).

Nel 2002 sempre Wakefield pubblicò un secondo articolo dicendo che materiale genetico del virus del Morbillo era stato trovato nell’intestino di soggetti autistici e solo in una piccola parte nei bambini sani. Lo studio non teneva conto che il vaccino del morbillo è un virus vivo attenuato e quindi normalmente si moltiplica nelle cellule del vaccinato, quindi è normale ritrovarlo nell’intestino.

La verità comincia a delinearsi quando un collaboratore di Wakefield, di nome Nick Chadwick, rivela, durante un procedimento giudiziario (United States Court of Federal Claims, 2007), che i risultati dei test dello studio pubblicato erano stati volontariamente alterali da Wakefield.

E’ emerso che il suo studio aveva ricevuto un finanziamento da parte di un gruppo di avvocati di famiglie con bambini autistici che intendevano intraprendere un’azione legale di risarcimento.

Ma non è tutto, Wakefield prima che fosse pubblicato il suo studio, nel 1997 aveva depositato un brevetto per un nuovo farmaco che a suo dire funzionava sia da vaccino contro il morbillo che da terapia contro le malattie infiammatorie intestinali (colite ulcerosa e Crohn).

Nel 2011 il giornalista Brian Deer, in una serie di articoli pubblicati dal British Medical Journal rivelò che Wakefield aveva costruito una vera e propria frode scientifica dimostrando come fossero stati alterati documenti e dati nella storia medica dei pazienti al fine di sostenere la sua tesi (Godlee 2011).

Andrew Wakefield a causa di questa vicenda è stato radiato dall’albo dei medici e non può più esercitare la professione in Gran Bretagna.

Ma il tarlo del dubbio era già decollato e non sarà facile fugarlo.

Nota. I dati riportati in questo articolo sono presi dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Dipartimento Prevenzione della Regione Piemonte (G. Ara, F. Giovannetti).

Dr. Matteo Noto

Pediatra

Presidente ABIO Palermo

 

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