È meglio la malattia o la vaccinazione? II Parte

Si stima che nel 2000 il morbillo abbia ucciso 733.000 persone, secondo i dati del Centro per la Prevenzione e Controllo delle Malattie (CDC) di Atlanta. Dopo intense campagne vaccinali, nel 2008 i morti sono scesi a 164.000, ma paradossalmente il morbillo sta riemergendo nelle Nazioni sviluppate.

Non si percepisce più il rischio delle complicanze da morbillo e aumenta il numero di famiglie che rifiuta la vaccinazione. Il fenomeno è influenzato dalla controversia su vaccino morbillo-parotite-rosolia e autismo, successivamente rivelatesi come una vera e propria frode scientifica (approfondiremo l’argomento in un articolo successivo).

I vaccini sono tra i farmaci più sicuri che abbiamo a disposizione e con le evidenze scientifiche più forti. Evidenze scientifiche vuol dire che ci sono prove certe e sicure e sono valide non solo per la medicina ma per tutti i fenomeni scientifici. Le evidenze scientifiche le ha formulate il più grande scienziato della storia, Galileo, e sono le stesse regole che si applicano in Fisica o in Astronomia.

Ho un grande rispetto per chi crede per fede e non è d’accordo con le scoperte scientifiche. Naturalmente queste convinzioni devono coinvolgere soltanto la propria persona, ma non è accettabile che, in virtù del proprio pensiero, si possono fare correre rischi, molto gravi, ai propri figli o alla comunità.

La distinzione tra vaccini obbligatori e raccomandati è improponibile in una democrazia compiuta. La distinzione è nata soltanto per motivi medico legali, non perché le vaccinazioni raccomandate sono meno importanti di quelle obbligatorie. Le vaccinazioni dovrebbero essere tutte raccomandate come negli Stati Uniti ma dove nessuna scuola o comunità accetta bambini che non sono regolarmente vaccinati.

Chi dice che si vaccina per interesse commerciale non ha nozioni di farmaco-economia perché, per le industrie farmaceutiche, è più vantaggioso usare farmaci che curano la malattia anzicchè farmaci che prevengono la malattia.

Un solo esempio per tutti, la spesa complessiva di tutti i vaccini è enormemente inferiore alla spesa del SSN di un solo farmaco, l’omeprazolo (AIFA 2007). Nonostante questi dati c’è chi prospetta la “teoria del complotto” visto che la comunità scientifica è saldamente schierata a favore delle vaccinazioni e cioè Università, Enti governativi, Società scientifiche, Pediatri, Igienisti, lavorerebbero insieme per puro profitto, perché la vaccinazione di massa rappresenta un grosso business. In sostanza il 99.9% dei medici e pediatri sarebbero disonesti.

Spesso si sente dire: sono d’accordo con le vaccinazioni ma 7 tutti insieme sono troppi! La verità è che il sistema immunitario del bambino non è fragile come alcuni pensano. E’ stato calcolato che 11 vaccini, che il lattante riceve contemporaneamente (come da calendario vaccinale USA), impegna solo lo 0,1% del sistema immunitario. Nel bambino le cellule immunitarie sono in grado di riconoscere e produrre i relativi anticorpi che legano virus e batteri in un numero esorbitante 10 elevato alla 18esima! (1 seguito da 18 zeri!!) (Strauss 2008). Il vecchio vaccino della pertosse, a cellula intera, conteneva circa 3.000 antigeni; l’attuale vaccino acellulare ne contiene 3 (Offit 2002). C’è di più alla 14^ settimana di gestazione il feto è in grado di produrre anticorpi e al 2 mese di vita post-natale il sistema immunitario è perfettamente maturo e in grado di sopportare tutte vaccinazioni previste dal calendario vaccinale.

Infine due parole sulla vaccinazione HPV (Papilloma Virus Umano). Il tumore del collo dell’utero è il terzo più frequente tumore al mondo nella donna. Può essere prevenuto grazie al PAP test e alla vaccinazione. I virus definiti ad alto rischio sono 13. I vaccini disponibili sono di due tipi: il tetravalente detto 4-HPV e il 9-valente, 9-HPV. Ormai ci sono studi su larga scala che dimostrano che il vaccino 9-HPV previene il 95% delle infezioni da HPV responsabile del tumore della cervice uterina nella donna e del tumore del pene nel maschio. In pratica nei paesi ricchi, che possono permettersi questa vaccinazione, si potrà prevenire il 90% di tutti i tumori anogenitali di donne e uomini, mentre nei Paesi poveri, che non hanno le risorse economiche e culturali, il cancro della cervice uterina HPV-correlato è responsabile di duecentocinquantamila morti all’anno! La raccomandazione è quella di vaccinare tutti i bambini femmine e maschi tra 10 e 12 anni di età con vaccino 4-HPV o meglio 9-HPV con tre dosi nell’arco di 6 mesi e continuare nelle femmine lo screening con il PAP test anche dopo la vaccinazione, per prevenire i danni dai virus non inclusi nel vaccino.

Gli effetti collaterali sono lievi e simili a quelli delle altre vaccinazioni compresi nel calendario vaccinale.

NOTA. I dati riportati in questo articolo sono presi dall’ Istituto Superiore di Sanità e dal Dipartimento Prevenzione della Regione Piemonte (G. Ara, F. Giovannetti).

Dr. Matteo Noto

Pediatra

Presidente ABIO Palermo

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