Educazione alimentare e stili di vita

Nel Mondo ci sono 300 milioni di obesi e 1 miliardo di persone sovrappeso. Queste ultime hanno superato i denutriti che sono 800 milioni.

L’obesità è in aumento non solo nei paesi occidentali ma anche nei paesi in via di sviluppo, dove coesistono obesi e denutriti. Proiezioni statistiche prevedono che nel 2030 gli Stati Uniti avranno una popolazione di obesi vicina al 75%.

Con riferimento all’Italia invece il 10% dei bambini sono obesi e il 25% in sovrappeso e col tempo questi numeri sono destinati ad aumentare se non facciamo qualcosa per cercare di arginare il fenomeno.

Una possibile spiegazione del perché succede tutto questo viene dalle teorie di Charles Darwin. In sostanza per 300 mila anni il corpo umano si è evoluto specializzandosi per conservare l’energia fornita dagli alimenti (pochi e difficilmente accaparrabili) in un mondo dove l’energia necessaria per camminare, lavorare e combattere il freddo proveniva solo dalla capacità di accumulare calorie, quindi energia sotto forma di tessuto adiposo.

Ma dalla fine della seconda guerra mondiale la situazione nei paesi industriali si è capovolta: gli alimenti sono largamente disponibili, il lavoro è soprattutto sedentario e l’attività fisica quotidiana è solo un ricordo. Il corpo finalizzato dall’evoluzione all’accumulo di energia si è così trovato, quasi all’improvviso, a gestire l’eccesso di calorie senza poterle smaltire, quindi senza alternative all’accumulo in forma di grasso.

In pratica scorrette abitudini alimentari, assunzioni di eccessive quantità di zuccheri e di grassi, associate a stili di vita sedentari, possono accrescere il rischio di diventare obesi, in particolare tra le persone che già presentano una predisposizione (patrimonio genetico favorevole all’accumulo di calorie). I casi sono due: o abbiamo una attività fisica come i nostri antenati e allora mangiamo tutto quello che vogliamo ma se facciamo una vita sedentaria dobbiamo ridurre drasticamente l’introduzione di calorie.

Certamente non è l’aspetto estetico il problema, purtroppo sono numerose le complicanze dell’obesità che interessano tutti gli organi e apparati del corpo umano. In particolare, complicanze cardiovascolari, ipertensione, ortopediche, diabete, psicosociali, etc..

La verità è che, tutti insieme, se spingiamo nella direzione giusta potremmo anche farcela ad arrestare/invertire il fenomeno dell’aumento dell’obesità. E cioè se genitori, pediatri, insegnanti, dirigenti scolastici, Associazioni consumatori, Istituzioni e Governo, Associazioni sportive, si assumono l’impegno, la responsabilità, di promuovere 3 cose: modificare lo stile di vita, una corretta alimentazione e attività fisica.

In particolare ogni categoria ha dei compiti ben precisi che proviamo a definire in un elenco dettagliato:

Genitori:

    allattamento al seno per 6 mesi; consumare la prima colazione ed il maggior numero di pasti in famiglia; evitare bevande dolcificate e/o succhi di frutta al posto dell’acqua; incrementare l’uso di frutta e verdura; spegnere la tv durante i pasti; limitare il tempo di TV a non più di 2 ore al giorno; incoraggiare la pratica di camminare a piedi e facilitare le attività sportive e soprattutto non “forzate” i figli a mangiare.

Pediatri:

    incoraggiare l’allattamento al seno; consigliare corretto svezzamento e alimentazione; apporto proteico controllato nei primi 2 anni; incoraggiare l’attività fisica e l’uso moderato della TV, tablet, pc; sconsigliare l’uso del passeggino dopo i 3 anni.

Insegnanti:

    favorire l’uso di merende salutari; incrementare il tempo scolastico dedicato all’attività fisica; inserire nei programmi scolastici principi di comprensione per la decodifica dei messaggi pubblicitari.

Dirigenti scolastici:

    non permettere l’installazione di distributori di snack e bevande dolcificate nella Scuola, ma solo nutrizionalmente corretti; istallare un numero di distributori di acqua potabile adeguato al numero degli studenti; incoraggiare l’uso delle palestre, nel tempo non scolastico, gratuitamente o a basso costo; incoraggiare il raggiungimento della scuola a piedi da parte dei bambini e dei ragazzi.

Associazioni consumatori:

    esigere l’obbligo di etichette nutrizionali chiare e dettagliate; esigere informazioni pubblicitarie non ingannevoli, specialmente quando rivolte ai bambini.

Istituzioni Politiche e Governo:

    definire l’obesità come malattia di interesse sociale; predisporre finanziamenti per programmi nazionali di prevenzione; implementare la qualità del trasporto pubblico; implementare la sicurezza stradale con la costruzione di piste ciclabili e pedonali nei centri urbani; istituire facilitazioni economiche per il consumo di frutta e verdura; ridurre gli spot pubblicitari di alimenti diretti ai bambini ad un massimo del 5% del totale degli spot pubblicitari per alimenti.

Dr. Matteo Noto

Pediatra

Presidente ABIO Palermo

 

 

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