Primo soccorso: cosa fare, cosa non fare

L’ambiente che riteniamo più sicuro, la nostra casa, forse non lo è. Secondo i dati dell’ISTAT 1 milione e 700.000 persone l’anno, in Italia, richiedono accessi in Pronto Soccorso per infortuni domestici, soprattutto donne e bambini. Gli incidenti osservati sono nell’ordine: cadute, ferite da taglio, urti, schiacciamenti, corpi estranei ed ustioni. Gli ambienti più a rischio sono: la cucina, le scale, il bagno, il cortile o giardino e camera da letto.

In questo articolo esamineremo in particolare alcune urgenze in cui è necessario un intervento di primo soccorso in attesa che arrivino medici e infermieri del 118.

Negli avvelenamenti, ingestioni di sostanze tossiche, alimenti deteriorati, farmaci, detersivi, etc… la cosa da fare è telefonare ai Centri antiveleni per ricevere istruzioni. E’ importante riferire con precisione la sostanza ingerita e quanto tempo è passato dall’ingestione.

I Centri sono dislocati in tutta Italia, in Sicilia a Palermo presso l’Ospedale Buccheri La Ferla, in via Messina Marine 197, tel. n. 091.479499 o a Catania presso l’Ospedale Garibaldi al numero 095.7594032 oppure al numero verde 800410989. Si può telefonare a qualsiasi altro Centro antiveleni d’Italia. I numeri si trovano facilmente su internet.

Nel caso in cui un soggetto abbia inalato un corpo estraneo che possa provocare ostruzione delle vie aeree, la prima cosa da fare è mantenere la calma, rimanere “freddi” e lucidi e non farsi sopraffare dalle emozioni. Guardate l’orologio prima di iniziare il soccorso per calcolare il tempo che passa, anche i minuti sono importanti.

Se l’occlusione respiratoria è parziale e il soggetto, anche a fatica, riesce a respirare, chiamare con urgenza il 118. Invitare il soggetto a tossire ripetutamente e sorvegliarlo senza intervenire perché qualsiasi manovra potrebbe trasformare l’ostruzione da parziale in totale. Ma se l’ostruzione delle vie aeree è completa, ovvero, il soggetto non parla più, non respira più, non emette nessun suono, mette le mani intorno al collo (segno caratteristico che non può respirare), occorre intervenire subito con la manovra di Heimlich (Henry Heimlich medico americano che nel 1974 descrisse per primo la manovra) che consiste nel mettersi dietro il paziente, porre le braccia intorno al corpo, prendere con la mano dx il polso della mano sinistra e all’altezza della parte superiore dell’addome, subito sopra l’ombelico, provocare una forte compressione addominale dal basso verso l’alto, per aumentare la pressione toracica e provocare l’espulsione del corpo estraneo. Riprovare numerose volte. Alternare la manovra di Heimlich con 5 pacche energiche con il palmo della mano nella regione interscapolare.

Nel bambino piccolo, messo sulle ginocchia chinato a testa in giù, si fanno delle percussioni sul torace con il palmo della mano che funzionano allo stesso modo, aumentando la pressione intratoracica. Per istruzioni più dettagliate collegarsi a https://www.youtube.com/watch?v=B9udm9iGFU4 patrocinato dalla SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale).

Se la manovra non riesce e il 118 non è ancora arrivato si può provare a togliere il corpo estraneo a condizione che l’ostruzione sia totale. Ricordiamoci che il danno cerebrale da assenza di ossigeno inizia dopo 4-6 minuti (morte clinica) e dopo 10 minuti si hanno lesioni cerebrali irreversibili (morte biologica).

Si mette il soggetto sdraiato con la testa estesa senza cuscino, si introducono due dita in bocca, il pollice della mano sinistra tiene ferma la lingua e con l’indice della mano dx si cerca di prendere il corpo estraneo e tirarlo fuori. Questa manovra è spiegata bene nei Corsi BLS.

Infine parliamo di una evenienza decisamente meno grave, ma abbastanza frequente, che è la sincope (svenimento per intenderci), quasi sempre dovuta ad una diminuizione di afflusso di sangue al cervello. Cosa fare: non alzare il soggetto da terra! Se il soggetto stenta a riprendersi alzare gli arti inferiori per favorire la quantità di sangue che arriva al cervello, rassicurarlo, non fatevi vedere preoccupati, slacciare gli indumenti, arieggiare l’ambiente e fare allontanare i presenti.

Cosa non fare: dare schiaffi, dare da bere, dare alcolici, spruzzare acqua sul viso o allontanarsi se il soggetto non si è ripreso. Se la sincope si protrae oltre i 5 minuti chiamate il 118.

Mi preme ricordare che i super-alcolici fanno sempre male e, in ogni caso, sono assolutamente controindicati nei soggetti infortunati, anche congelati dalla neve, ai quali si possono somministrare bevande calde, non alcolici. E’ una leggenda metropolitana che il cane San Bernardo aiuta a soccorrere il congelato con l’alcool contenuto nel barilotto legato al collo che, tutto al più, potrebbe servire a riscaldare una persona che sente freddo sulla neve, ma che sta comunque bene, come i soccorritori.

Maggiori informazioni si possono avere frequentando i corsi PBLS (Pediatric Basic Life Support)

Dr. Matteo Noto

Pediatra

Presidente ABIO Palermo

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